La popolazione sarda del Falco pescatore si espande: due nuovi nidi nell’Area Marina Protetta di Tavolara
Dopo la nidificazione nel Parco regionale di Porto Conte, è l’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo ad ospitare ben due nuove coppie di Falco pescatore (Pandion haliaetus). Sale così a quattro il numero delle coppie note che quest’anno si riproducono lungo le falesie della Sardegna, a testimonianza dell’importanza della Rete Ecologica Regionale per conservazione della biodiversità e in particolare delle aree protette nelle quali le misure di tutela limitano al minimo i disturbi dovuti alla presenza dell’uomo.
Un processo di ricolonizzazione iniziato nel 2020, con una prima coppia scoperta nel Parco di Porto Conte, nelle falesie di Capo Caccia, dopo circa cinquanta anni dalla sua estinzione in Sardegna.
Nel 2024, a poca distanza dal primo nido, sempre nel Parco di Porto Conte si è insediata una seconda coppia che ha allevato con successo due giovani Falchi pescatori.
Dopo la nidificazione anche a Tavolara, la Sardegna riveste un ruolo sempre più importante per la conservazione della specie in ambito Mediterraneo. L’isola non solo è importante per la popolazione nidificante, ma anche in quanto area chiave per lo svernamento. In particolare, è noto che le zone umide dell’Oristanese ospitano la più alta concentrazione di falchi pescatori in periodo invernale, come emerso da recenti censimenti condotti dagli ornitologi del Gruppo sardo di ricerca sul falco pescatore e dalla LIPU. Inoltre, dalla osservazione degli anelli con codice alfanumerico, di cui molti esemplari sono dotati, si è potuto rilevare come la Sardegna rappresenti un punto di contatto fra individui provenienti dal centro e nord Europa e ovviamente dall’area mediterranea.
Il Falco pescatore è, infatti, una specie cosmopolita presente in tutti i Continenti ad eccezione dei Poli, con una popolazione europea in incremento. In Italia ha nuovamente nidificato a partire dal 2011, attività favorita dal Progetto “Falco pescatore Italia” portato avanti dal Parco Regionale della Maremma, grazie al rilascio, avvenuto dal 2006 al 2010, di giovani individui nati nei nidi presenti in Corsica, trasferiti in un centro di involo e poi liberati in Maremma. Del progetto Falco Pescatore sono partner anche il Parco Regionale di Porto Conte e il Parco Nazionale dell’Isola dell’Asinara.
L’obiettivo principale per la Regione Sardegna è quello di continuare a garantire le misure di conservazione adeguate affinché questa piccola popolazione nidificante possa consolidarsi nei prossimi anni, pertanto la Rete Ecologica Regionale dovrà coordinarsi per il raggiungimento di questo prioritario obiettivo.
Attualmente, proprio la popolazione mediterranea è la più minacciata, infatti, sebbene stiamo osservando una seppur iniziale ricolonizzazione della Sardegna, la popolazione della Corsica ha subito un decremento dei giovani involati nell’ultimo decennio, osservando un successo riproduttivo molto basso anche nel 2024. Questo crollo è stato determinato presumibilmente da diversi fattori tra cui l’impatto delle imbarcazioni turistiche nei pressi dei nidi o da disturbi antropici di altra natura, nonchè da fattori intrinseci alla popolazione.
La conservazione della specie in ambito mediterraneo necessita di una serie di misure che vanno oltre i confini nazionali per cui sarebbe auspicabile un Piano d’Azione Mediterraneo, per garantire un futuro a questa specie che rappresenta idealmente il simbolo delle coste più selvagge e inaccessibili ancora presenti nel Mare Nostrum.
Per approfondimenti:
https://sisn.pagepress.org/rio/article/download/484/538/2928
https://www.amptavolara.com/news/il-falco-pescatore-ritrova-tavolara
https://www.falcopescatore.it