Rete regionale per la conservazione della fauna marina

 

La Regione, ai sensi della Legge 157/1992 e della Legge Regionale 23/1998, “persegue lo scopo di assicurare la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat, con particolare riguardo alle specie minacciate, vulnerabili e rare, nonché alle specie e sottospecie endemiche” in attuazione della Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.).

Il protocollo di intesa n. 5119 del 09.03.2009, con i successivi atti aggiuntivi del 2011 e del 2021, istituisce formalmente a tal scopo la Rete regionale per la conservazione della fauna marina ferita e in difficoltà (tartarughe e mammiferi marini) che vede coinvolti:

  •     la Regione Sardegna, Assessorato della Difesa dell’Ambiente, con funzioni di coordinamento delle attività della Rete, definizione dei processi autorizzativi in attuazione del DPR 357/97 e della legge regionale 23/98, programmazione delle risorse economiche per il finanziamento dei centri di recupero e di primo soccorso autorizzati;
  •     il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, con funzioni di vigilanza, presidio, coordinamento delle basi logistiche operative navali (BLON) e delle Stazioni Forestali nella gestione delle emergenze e di supporto alle attività di recupero e reimmissione in natura di esemplari di fauna marina in attuazione della legge regionale 23/98
  •     il Corpo delle Capitanerie di Porto (Direzioni Marittime di Cagliari e Olbia), con funzioni di supporto nelle attività di recupero, trasporto e rilascio di esemplari di fauna marina in collaborazione con il CFVA e i Centri di recupero e di primo soccorso autorizzati e operanti nei propri ambiti di competenza;
  •     l’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAS – CNR) di Oristano con funzioni di supporto tecnico scientifico alla Rete nelle attività di primo soccorso, nella predisposizione ed attuazione dei protocolli operativi (in caso di nidificazioni, schiuse e recuperi di fauna marina) e nella conseguente reportistica delle attività su tutto il territorio regionale, oltreché per i rapporti col Ministero e con l’ISPRA.
  •     i Centri regionali per il recupero o per il primo soccorso della fauna marina, autorizzati e operanti nei propri ambiti di competenza, con il compito di assicurare in modo costante gli interventi di soccorso, cura, riabilitazione e rilascio degli esemplari feriti o in difficoltà, di curare l’informazione, sensibilizzazione ed educazione ambientale. I Centri sono localizzati presso:
    • Area Marina Protetta Capo Carbonara
    • Area Marina Protetta Isola dell'Asinara
    • Area Marina Protetta Capo Caccia - Isola Piana
    • Area Marina Protetta Tavolara - Capo Coda Cavallo
    • Area Marina Protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre
    • Centro “Laguna di Nora”

Il Parco nazionale Arcipelago di La Maddalena attualmente non dispone di un centro di recupero sul proprio territorio ma, per garantire supporto alla Rete si appoggia alle strutture del Parco Nazionale dell’Asinara.

In considerazione delle specie che frequentano i mari della Sardegna, attività principale della Rete regionale è il recupero ed il soccorso in mare delle tartarughe marine, dalla assidua Caretta Caretta (Tartaruga comune) a quelle più rare (Chelonia mydas - Tartaruga verde e Dermochelys coriacea - Tartaruga liuto) e dei mammiferi marini (delfini, tursiopi, stenelle).

Negli ultimi anni sono ormai frequenti i casi di nidificazione della Caretta caretta sulle spiagge dell’Isola: la tutela e il monitoraggio di tali eventi sono di straordinaria importanza per la conservazione della specie e necessitano di un grande sforzo di coordinamento tra per garantire un esito positivo degli eventi.

Grazie ai rapporti di stretta collaborazione sviluppati tra i differenti soggetti istituzionali, la Rete riesce ad operare sull’intero ambito costiero regionale garantendo la capillarità degli interventi di recupero.

La sinergia tra questi soggetti ha consentito alla Rete regionale per la fauna marina di maturare significative esperienze di salvaguardia e diventare oggi un'eccellenza nel panorama italiano grazie anche alla condivisione delle scelte e dei risultati.

Fondamentale, altresì, l’attività di informazione e sensibilizzazione, anche nelle scuole di vario ordine e grado, che la Rete promuove e realizza con il coinvolgimento dei pescatori, degli operatori turistici, dei centri diving operanti sulle coste della Sardegna, contribuendo allo sviluppo di una maggiore sensibilità verso la salvaguardia dell’ecosistema marino, favorendo la diffusione di buone pratiche e di comportamenti corretti volti a prevenire e ridurre le cause di mortalità.

L’importante numero di recuperi di animali in difficoltà e le segnalazioni di eventi di nidificazione di Tartaruga comune (Caretta caretta) degli ultimi anni è rappresentativo del fatto che la popolazione è informata e sensibilizzata, le segnalazioni ai Corpi di vigilanza (1515 e 1530) in caso di rinvenimento partono puntuali garantendo l’immediata attivazione della macchina regionale secondo i protocolli definiti e sperimentati dalla Rete.

Consulta i documenti
Caretta caretta info
Poster nidificazione Caretta caretta

Consulta la normativa

  • Convenzione di Washington del  1973 (CITES), sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, recepita dall’Italia con la Legge 7 febbraio 1992, n. 150, modificata dal Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 275;
  • Convenzione di Bonn del 1979, sulla conservazione delle specie migratorie appartenenti alla fauna selvatica, ratificata dall’Italia con la Legge 25 gennaio 1983, n. 42;
  • Convenzione di Berna del 1979, sulla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale dell’Europa, ratificata dall’Italia con la Legge 5 agosto 1981, n. 503;
  • Convenzione per la protezione del Mediterraneo dall’inquinamento (Barcellona 1976), ratificata dall’Italia con la Legge 25 gennaio 1979, n. 30, gli emendamenti e i protocolli relativi a tale Convenzione, recepiti con la Legge 27 maggio 1999, n. 175;
  • Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (Montego Bay 1982), ratificata dall’Italia con la Legge 2 dicembre 1994, n. 689;
  • Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche;
  • Convenzione sulla Diversità Biologica (Rio de Janeiro 1992), ratificata dall’Italia con la Legge 14 febbraio 1994, n.124;
  • D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, “Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche” e s.m.i.;
  • Decreto Ministeriale 21.05.1980 (Marina Mercantile), Regolamento della cattura dei cetacei, delle testuggini e dello storione comune;
  • Legge 11 febbraio 1992, n. 157, Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio;
  • L.R. 29 luglio 1998 n. 23, Norme per la protezione della fauna selvatica e per l’esercizio della caccia in Sardegna.

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