Pinna nobilis, un segnale di speranza: due esemplari vivi lungo le coste occidentali della Sardegna
A distanza di dieci anni dall’inizio della moria di massa che ha drasticamente ridotto le popolazioni di Pinna nobilis, si registrano i primi segnali di ripresa della specie. Recentemente, infatti, sono stati individuati due esemplari vivi lungo la costa occidentale della Sardegna. Uno di questi, di circa tre anni, indica che la specie è riuscita a riprodursi anche dopo la moria. L’auspicio è che non si tratti di casi isolati.
Il primo ritrovamento si deve al Gruppo di lavoro dell’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IRBIM), durante le attività istituzionali di monitoraggio. A circa due metri di profondità, all'interno della prateria di Posidonia oceanica, i ricercatori hanno individuato un esemplare vivo, con il mollusco chiaramente visibile all'interno della conchiglia. Le misurazioni effettuate nei sopralluoghi successivi hanno consentito di stimarne l'età in circa tre anni.
È questo il dato più significativo: l'esemplare si è insediato anni dopo l'inizio della moria. Significa che, nonostante tutto, la specie è ancora in grado di riprodursi e di colonizzare nuovi fondali. Nelle immediate vicinanze non sono stati osservati altri individui di P. nobilis, ma tre esemplari della specie congenere Pinna rudis.
Il secondo avvistamento risale a pochi giorni prima di Ferragosto, su un fondale di circa quattro metri, ed è documentato da un breve video di un naturalista e documentarista. In assenza di misurazioni non è possibile stimarne l'età, ma il ritrovamento conferma che la presenza della specie non è circoscritta a un'unica area della Sardegna.
La prudenza resta d'obbligo: si tratta di pochi esemplari, e serviranno monitoraggi e approfondimenti per conoscerne lo stato di salute e l'origine. L'auspicio, però, è che non si tratti di casi isolati e che questi segnali rappresentino l'inizio di una lenta ripresa della specie nei mari della Sardegna e del Mediterraneo.
In questa fase anche chi frequenta il mare può fare la differenza. Cittadini, diportisti, subacquei e pescatori sono i primi occhi sui fondali, e ogni segnalazione aiuta a ricostruire la presenza della specie.
La Pinna nobilis è rigorosamente protetta dalla Direttiva 92/43/CEE “Habitat” (Allegato IV): in caso di avvistamento non va toccata né spostata.
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