Pubblicati i dati del riutilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura nell’anno 2024
L’utilizzo nei terreni agricoli dei fanghi derivanti da trattamenti di depurazione delle acque reflue, domestiche o industriali, è disciplinato dal D. Lgs. 27 Gennaio 1992, n. 99, in attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. Gli aspetti gestionali generali (raccolta, trasporto, deposito preliminare, trattamento, etc.), sono regolati dal D. Lgs. 3 Aprile 2006, n. 152, nella sua parte IV, relativa alla gestione dei rifiuti.
Le Regioni sono tenute a redigere annualmente la relazione riassuntiva, ai sensi del D. Lgs. 99/92, sui quantitativi di fanghi prodotti e riutilizzati in agricoltura sul territorio regionale, e a trasmetterla al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
Nel corso del 2025 il competente Servizio dell’Assessorato della difesa dell’ambiente ha pertanto avviato una raccolta dati presso i produttori di fanghi di depurazione e i soggetti autorizzati al loro riutilizzo in agricoltura, nonché tra gli impianti autorizzati allo smaltimento della quota che non è stato possibile recuperare. I risultati sono raccolti nel documento “Utilizzo dei fanghi nella regione Sardegna - Anno 2024”.
Dal confronto con i dati delle precedenti relazioni annuali, consultabili nella pagina dedicata ai rifiuti speciali del portale SardegnaAmbiente, si riscontra che il riutilizzo, con circa 11.200 tonnellate, è in sensibile aumento, +19%, rispetto al 2023. Viceversa è diminuita la superficie agricola interessata dagli spandimenti, 1971 ettari, ma in misura percentualmente minore (-2,65%).
I fanghi avviati allo spandimento presso le aziende agricole autorizzate provengono in massima parte dagli impianti di depurazione delle acque reflue urbane (82%). Seguono i fanghi in uscita dalla messa in riserva presso un impianto autorizzato alle operazioni di recupero (15%). I fanghi derivanti dall’industria lattiero-casearia costituiscono il 2,56%, mentre quelli dalla produzione di bevande alcoliche e analcoliche solo lo 0,06%.
Risultano quasi raddoppiate le quantità riutilizzate dei fanghi provenienti dai caseifici (da 147 a 287 t) e dalle cantine (da 4,85 a 7,18 t).
Il ruolo di principale recapito dei fanghi utilizzati come fertilizzante rimane in capo alle aziende agricole della provincia del Sud Sardegna, destinazione del 62,5% del recupero, mentre quelle della provincia di Sassari ne ricevono poco meno di un terzo (32%). La quota restante, pari a circa il 5,5%, è stata impiegata nel territorio della Città metropolitana di Cagliari.
La relazione include anche i dati riguardanti i processi subiti dai fanghi prima di essere avviati al riutilizzo agricolo, la composizione media dei fanghi, la distribuzione a livello comunale e provinciale e le caratteristiche delle colture e dei terreni interessati.Attività di vigilanza sulla gestione dei rifiuti: i dati 2023
La Giunta regionale, con la deliberazione n. 67/52 del 23.12.2025, ha preso atto dei dati utili a definire lo stato di attuazione dei piani regionali di gestione dei rifiuti, secondo quanto previsto dall’articolo 199 del d. lgs. n. 152 del 3.4.2006, come modificato dalla legge n. 221 del 28.12.2015 e dal d. lgs. 116 del 3.9.2020. I dati relativi al 2023 sono stati raccolti ed elaborati dal Catasto rifiuti incardinato presso l’ARPAS e dal competente Servizio dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.
In relazione agli esiti del monitoraggio della gestione dei rifiuti urbani nel 2023, la Sardegna si conferma tra le migliori regioni italiane, ed un unicum tra quelle del centro sud, in termini di percentuale di raccolta differenziata, raggiungendo il 76,46% e conseguendo una leggera crescita rispetto al 2022.
I Comuni che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di legge del 65% previsto per il 2012 sono oramai solo cinque (due in meno del 2022), per una popolazione pari al 8,2%; tra questi è ancora presente il Comune di Sassari che, per via della sua dimensione in termini di popolazione, sarebbe fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di Piano. Sono, quindi, 372 su 377, per una popolazione coinvolta pari al 91,8% del totale, i Comuni che hanno superato l’obiettivo del 65%. Tra questi sono aumentati da 20 a 30 i Comuni che hanno superato l’85% e da 146 a 168 quelli con percentuali comprese fra l’80% e l’85%, portando da 166 a 198 il numero dei Comuni che hanno superato l’obiettivo dell’80% di raccolta differenziata previsto per il 2029 dal Piano regionale recentemente aggiornato. Come nelle precedenti annualità, nella fascia di Comuni che hanno superato l’obiettivo di Piano al 2029 si confermano Comuni interessati da importanti flussi turistici come Carloforte, Palau e Villaputzu, affiancati da Comuni meno popolosi come Sant’Antonio di Gallura e Sardara, nonché da interi territori nei quali i servizi di raccolta sono svolti in maniera associata come l’Associazione dei Comuni di Irgoli, Loculi, Onifai e Galtellì e l’Unione dei Comuni del Coros. A livello provinciale, tutti i territori hanno superato il 70% di raccolta differenziata; la provincia di Oristano ha superato l’80%, le province di Nuoro e del Sud Sardegna hanno un dato di poco inferiore, la città metropolitana di Cagliari ha superato il 78% mentre la provincia di Sassari ha superato il 71%.
Il valore dell’indicatore relativo alla percentuale di rifiuti urbani avviati a preparazione per il riutilizzo e a riciclaggio, calcolato secondo il metodo unico comunitario, è leggermente aumentato rispetto a quanto rilevato nel 2022 ed è poco al di sotto del 60%, valore in ogni caso superiore all’obiettivo di legge del 55% al 2025 ma ancora lontano dall’obiettivo del 70% previsto dal Piano regionale al 2029.
La produzione complessiva dei rifiuti urbani è diminuita di circa 10.300 tonnellate rispetto al 2022, con un decremento del 1,5%. Sono diminuiti sia i rifiuti avviati a smaltimento sia, anche se in misura inferiore, quelli avviati a riciclo. Tuttavia, la Sardegna è ancora lontana dagli obiettivi definiti nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani ed è pertanto necessario completare l’attuazione degli interventi di Piano, incentivare il riutilizzo e la riparazione dei beni, ridurre lo spreco alimentare di tutti gli attori del comparto e spingere i Comuni verso l’introduzione della tariffa puntuale, che nel 2023 risulta adottata solo dal comune di Cagliari.
Si mantiene superiore al 20% il quantitativo di rifiuti urbani avviati a discarica a causa dei ritardi nella conclusione dei lavori di ristrutturazione dei termovalorizzatori. Gli obiettivi posti dalla normativa europea (10% al 2035) e dal Piano regionale (3,2% al 2029) sono ancora molto lontani; preoccupa, inoltre, il conseguente rapido consumo delle volumetrie di discarica, malgrado gli ampliamenti concessi ad alcune di esse nel 2023.
In relazione, invece, agli esiti del monitoraggio della gestione dei rifiuti speciali nel 2023, la produzione totale è diminuita dello 0,5% rispetto al 2022. In particolare, si registra una variazione percentuale della produzione di rifiuti speciali per unità di PIL rispetto al 2010 pari a -11,1% per i rifiuti non pericolosi e -54,1% per i rifiuti pericolosi.
La percentuale di rifiuti speciali avviati a preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rispetto al totale gestito nel 2023 è stata del 65,9%, superiore al valore del 2022 di 7,6 punti percentuali.
La percentuale di rifiuti speciali avviati a termovalorizzazione e incenerimento (0,6% nel 2023) è sostanzialmente stabile (0,7% nel 2022, 0,8% nel 2021, 0,6% nel 2020 e 0,8% nel 2019).
È ulteriormente diminuita la percentuale di rifiuti speciali avviati a smaltimento in discarica rispetto al totale gestito, passata dal 26,3% del 2022 al 23,2% del 2023; i conferimenti in discarica per rifiuti speciali non pericolosi sono diminuiti del 25,4% e le corrispondenti volumetrie residue del 10%.
Tenendo in considerazione le sole utenze diffuse i conferimenti sono diminuiti del 29,4%.
I conferimenti nelle discariche per rifiuti inerti sono diminuiti del 2,8% e i volumi residui si sono ridotti del 13,2%.
La superficie destinata al riutilizzo di fanghi in agricoltura è stata pari a 2.024 ettari, sensibilmente inferiore (-13,95%) rispetto al valore del 2022.
Consulta i documenti
Dichiarazione per l’accesso alle premialità 2027
Con deliberazione n. 14/9 del 12.03.2025 la Giunta regionale ha approvato il meccanismo premialità/penalità per il biennio 2025-2026 e per il 2027 prevedendo l'applicazione di premialità ai Comuni che, oltre ad aver raggiunto determinate percentuali di raccolta differenziata, abbiano anche adottato un sistema di tariffazione puntuale coerente con le linee guida regionali approvate con deliberazione della Giunta regionale n. 9/44 del 24.3.2022.
Per poter accedere alle premialità 2025 e 2026 (rispettivamente su dati 2024 e 2025) la deliberazione ha previsto l'adozione, in maniera estensiva su tutto il territorio comunale, per tutte le utenze, domestiche e non domestiche, di un sistema di tariffazione puntuale con misura del conferimento della frazione secca residua indifferenziata (requisiti minimi di cui alle lettere a), b) e c) del capitolo 10 delle citate linee guida). Per poter accedere a tali premialità i Comuni hanno reso specifica dichiarazione entro la data del 31.3.2025.
Ciò premesso, si ricorda che per poter accedere alla premialità 2027 (su dati 2026), in aggiunta alle condizioni valide per le annualità precedenti, è necessario che la componente tariffaria legata al sistema di misurazione dei conferimenti del secco residuo indifferenziato rappresenti un’aliquota non inferiore al 50%della tariffa variabile (requisito minimo di cui alla lettera d) delle citate linee guida).
Pertanto, considerato che il possesso dei requisiti per la premialità 2027 deve essere attestato con dichiarazione sostitutiva di atto notorio da rendere entro il 31.01.2026, si rende disponibile in calce per il download il modello di dichiarazione che i Comuni in possesso di tutti i requisiti prescritti dovranno compilare e trasmettere all'indirizzo pec difesa.ambiente@pec.regione.sardegna.it, compresi i Comuni che hanno già reso la dichiarazione nelle annualità precedenti.
Scarica il modello Attestazione tariffa puntuale revRaccolta differenziata in Sardegna nell’anno 2024 al 76,48%
La Sardegna mantiene pressoché invariato il risultato ottenuto in termini di percentuale di raccolta differenziata, con un 76,48% raggiunto nel 2024 (era 76,46 nel 2023).
Il dato è stato validato da ARPAS sulla base delle informazioni trasmesse dai Comuni entro il termine del 30 aprile 2025.
Inoltre, l’ARPAS ha comunicato:
- la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi delle diverse frazioni che compongono la raccolta differenziata nonché il valore di quest’ultimo;
- la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi di rifiuti urbani indifferenziati nonché il valore di quest’ultimo;
- la quantità di rifiuti totali prodotta;
- la quantità di rifiuti pro capite prodotta;
- la percentuale di raccolta differenziata validata con due cifre decimali.
Il calcolo e la verifica delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani raggiunte in ogni Comune sono stati svolti secondo quanto previsto dall’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 e sulla base delle linee guida definite dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 26 maggio 2016, recepiti con atto di indirizzo allegato alla D.G.R. n. 23/8 del 9.5.2017.
Conseguentemente, con determinazione del Direttore del Servizio tutela dell’atmosfera e del territorio n. 1469 del 18 dicembre 2025 è stata stabilita la percentuale di raccolta differenziata di ciascun Comune nell’anno 2024 e l’elenco dei Comuni che hanno conseguito nel 2024 una produzione pro capite di rifiuti inferiore al 70% del valore medio regionale (pari a 468 kg/abitante/anno), ai quali non andrà applicata l’addizionale di cui al comma 3 dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2026.
È stato, inoltre, stabilito l’elenco dei Comuni che hanno omesso di trasmettere i dati e sono quindi esclusi dall'applicazione della modulazione dell’ecotassa di cui al comma 3-bis dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006, sempre a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2026.
Tali elenchi sono stati utilizzati per stabilire le eventuali riduzioni, fatto salvo l’ammontare di 5,16 €/ton fissato dall’art. 3, comma 29, della Legge n. 549/1995, o maggiorazioni del tributo di smaltimento in discarica per ciascun Comune, in coerenza con il citato atto di indirizzo regionale.
Pubblicati i dati del riutilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura nell’anno 2023
L’utilizzo nei terreni agricoli dei fanghi derivanti da trattamenti di depurazione delle acque reflue, domestiche o industriali, è disciplinato dal D. Lgs. 27 Gennaio 1992, n. 99, in attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. Gli aspetti gestionali generali (raccolta, trasporto, deposito preliminare, trattamento, etc.), sono regolati dal D. Lgs. 3 Aprile 2006, n. 152, nella sua parte IV, relativa alla gestione dei rifiuti.
Le Regioni sono tenute a redigere annualmente la relazione riassuntiva, ai sensi del D. Lgs. 99/92, sui quantitativi di fanghi prodotti e riutilizzati in agricoltura sul territorio regionale, e a trasmetterla al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
Nel corso del 2024 il competente Servizio dell’Assessorato della difesa dell’ambiente ha pertanto avviato una raccolta dati presso i produttori di fanghi di depurazione e i soggetti autorizzati al loro riutilizzo in agricoltura, nonché tra gli impianti autorizzati allo smaltimento della quota che non è stato possibile recuperare. I risultati sono raccolti nel documento “Utilizzo dei fanghi nella regione Sardegna - Anno 2023”.
Dal confronto con i dati delle precedenti relazioni annuali, consultabili nella pagina dedicata ai rifiuti speciali del portale SardegnaAmbiente, si riscontra che il riutilizzo, con circa 9.400 tonnellate, è in sensibile diminuzione, -17,71%, rispetto al 2022. Analogamente è diminuita la superficie agricola interessata dagli spandimenti, 2.024 ettari, ma in misura percentualmente minore (-13,95%).
I fanghi avviati allo spandimento presso le aziende agricole autorizzate provengono in massima parte dagli impianti di depurazione delle acque reflue urbane (98,39%). Risultano in notevole calo anche le quantità dei fanghi provenienti dall’industria lattiero-casearia (da 194 a 147 t) e dalla produzione di bevande alcoliche e analcoliche (da 19,52 a 4,85 t).
Il ruolo di principale recapito dei fanghi utilizzati come fertilizzante rimane in capo alle aziende agricole della provincia del Sud Sardegna, destinazione del 56% del recupero, mentre quelle della provincia di Sassari ne ricevono circa un terzo (32%). La quota restante, pari a circa il 12%, è stata impiegata nel territorio della Città metropolitana di Cagliari.
La relazione include anche i dati riguardanti i trattamenti subiti dai fanghi prima di essere avviati al riutilizzo agricolo, la composizione media dei fanghi, la distribuzione a livello comunale e provinciale e le caratteristiche delle colture e dei terreni interessati.
Relazione fanghi 2023
25° Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna
Il 25° Rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, redatto dalla Sezione regionale del Catasto dei rifiuti dell’ARPAS, con la collaborazione degli Osservatori Provinciali dei rifiuti e dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione, analizza la situazione dei rifiuti urbani raccolti e gestiti in Sardegna nel 2023.
Le informazioni riportate sono ottenute della validazione dei dati conseguita ponendo a confronto i dati dichiarati da Comuni e loro aggregazioni sul Modulo Osservatorio Rifiuti Urbani del SIRA, con i dati forniti dagli impianti che hanno ricevuto e trattato i rifiuti urbani nel 2023, integrati, laddove necessario, con gli ulteriori dati disponibili come le dichiarazioni MUD. I dati validati vengono poi forniti anche all’ISPRA per l’elaborazione del Rapporto nazionale sui rifiuti urbani.
Nel 2023 la produzione totale dei rifiuti urbani in Sardegna è pari a 721.727 tonnellate, in diminuzione dell’1,5% rispetto al 2022; tale calo è in controtendenza con quello registrato dall’ISPRA a livello nazionale nel “Rapporto rifiuti urbani – edizione 2024” (+0,7%), dove tuttavia l’aumento si concentra nelle regioni del Nord Italia mentre nel Sud Italia la tendenza alla dimuzione è analoga a quella della nostra regione.
Il pro capite di rifiuti urbani totali sottolinea la diminuzione del quantitativo totale dei rifiuti urbani prodotti, posizionandosi su un valore di 460 kg/ab/anno (di circa 5 kg/ab/anno in meno rispetto al 2022).
Si tratta di una riduzione che, fra l’altro, è correlabile anche all’ulteriore calo della popolazione regionale registrato dai dati ISTAT (circa 5.200 residenti in meno rispetto al 2022).
Soprattutto risulta in calo rispetto al 2022 la produzione di rifiuti destinati allo smaltimento che cala ancora del 7,0% mentre è decisamente meno marcata la diminuzione del totale delle frazioni differenziate raccolte (-0,6%), ove il calo interessa in particolare il rifiuto alimentare ed il vetro.
Grazie al minor decremento dei rifiuti differenziati, rispetto a quello dei rifiuti allo smaltimento, la percentuale regionale di raccolta differenziata è in lieve aumento (+0,65%), portandosi al 76,46%, con un tasso di crescita tuttavia inferiore a quello riscontrato nell’anno precedente.
Questo dato, come riportato da ISPRA nel rapporto annuale già citato, colloca la Sardegna al terzo posto per percentuale di RD raggiunta a livello nazionale, preceduta dal Veneto (77,6%) e dall’Emilia Romagna, che supera anch’essa il 77%.
A livello provinciale, la provincia di Oristano supera l’80% di raccolta differenziata mentre le province di Nuoro e Sud Sardegna sono di poco sotto l’80%; la Città Metropolitana di Cagliari supera il 78%; quella di Sassari invece supera di poco il 71%.
Il numero dei Comuni che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata previsto dalle norme nazionali per il 2012 si è ridotto a cinque (due in meno del 2022), per una popolazione pari all’8% del totale, poiché vi è compreso ancora il comune di Sassari.
Sono ben 30 i Comuni che hanno superato l’85% e 168 quelli con percentuali comprese fra l’80% e l’85%. Sono pertanto 198 i Comuni che hanno superato l’obiettivo dell’80% previsto per il 2029 dall’aggiornamento del Piano regionale approvato all’inizio del 2024.
Sul Geoportale interattivo ARPAS (link) sono già pubblicati dei report interattivi (dashboard) utili per la visualizzazione dei dati a partire dal 2021.
Documenti e collegamenti correlati:
25° Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna - Anno 2023
Geoportale ARPAS: La gestione dei rifiuti urbani in Sardegna
Report Osservatorio regionale dei rifiuti
Rapporti annuali sulla gestione dei rifiuti urbani
Pubblicati i dati sulla gestione dei rifiuti sanitari in Sardegna nel 2023
I rifiuti derivanti dalle strutture sanitarie sono disciplinati dal D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254; tale decreto regola la gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179. Le Regioni sono tenute a istituire sistemi di monitoraggio e di analisi dei costi e della congruità dei medesimi relativamente alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti sanitari e a inviare i dati risultanti all’ISPRA, che li comunica al Ministero dell’ambiente e al Ministero della salute, ai sensi dell’art. 4, comma 5 del decreto citato.
Nel corso del 2024 il competente Servizio dell’Assessorato della difesa dell’ambiente ha avviato una raccolta dati presso i produttori dei rifiuti sanitari (aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere universitarie, azienda ospedaliera Brotzu e cliniche private) e presso i soggetti autorizzati a raccolta, deposito preliminare e smaltimento finale. I risultati sono raccolti nel documento “Relazione sulla produzione e gestione dei rifiuti sanitari nella Regione Sardegna - Anno 2023”, consultabile a fondo pagina.
I risultati dell’analisi mostrano che la produzione totale di rifiuti sanitari, di qualunque codice dell’elenco europeo, è pari a circa 6.700 tonnellate, di cui 6.000 provenienti dalle strutture pubbliche e 700 da quelle private.
Circa 5.500 tonnellate sono costituite da rifiuti distinti dalle prime quattro cifre del codice dell’Elenco Europeo dei Rifiuti 1801, cioè derivanti dalla cura della salute umana.
Il dato di produzione pro-capite dei rifiuti di codice 1801 è pari a 3,5 kg/ab, leggermente inferiore al dato dell’anno precedente.
La produzione annuale di rifiuti con codice 1801 per posto letto nelle strutture pubbliche è stata pari a 1.045 kg/anno, contro i 1.083 kg dell’anno precedente.
La produzione del codice 180103*, ovvero rifiuti (pericolosi) che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni, è pari a circa 5.040 t. L’88% di questi rifiuti, i più significativi nell’ambito della sanità (92% dei codici 1801, 75% dei rifiuti prodotti in totale), deriva dalle strutture pubbliche, il restante 12% da quelle private.
Nel periodo in esame (1.1.2023 ÷ 31.12.2023) la destinazione dei rifiuti sanitari è stata prevalentemente l’incenerimento: diretto nel 50% dei casi, preceduto da una fase di deposito preliminare nel 46%. La messa in riserva e il raggruppamento preliminare si dividono la rimanente, ridotta, percentuale di destinazione.
Il costo medio di gestione, che risente di una notevole variabilità a seconda dell’ubicazione e della dimensione delle strutture, si attesta intorno a 1.830 €/t per le strutture pubbliche e a 1.690 €/t per quelle private.
Consulta i documenti
Relazione sulla produzione e gestione dei rifiuti sanitari - Anno 2023
Attività di vigilanza sulla gestione dei rifiuti: i dati 2022
La Giunta regionale, con la deliberazione n. 5/45 del 29.1.2025, ha preso atto dei dati utili a definire lo stato di attuazione dei piani regionali di gestione dei rifiuti, secondo quanto previsto dall’articolo 199 del d. lgs. n. 152 del 3.4.2006, come modificato dalla legge n. 221 del 28.12.2015 e dal d. lgs. 116 del 3.9.2020. I dati relativi al 2022 sono stati raccolti ed elaborati dal Catasto rifiuti incardinato presso l’ARPAS e dal competente Servizio dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.
Nel 2022 la Sardegna ha raggiunto il 75,8% di raccolta differenziata, migliorando leggermente il risultato del 2021 e confermandosi, per il quarto anno consecutivo, al secondo posto fra le regioni italiane.
Il numero dei Comuni che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di legge del 65% previsto per il 2012 si è ridotto a sette (uno in meno del 2021), per una popolazione pari al 8% del totale; tra questi è ancora presente il Comune di Sassari che ha appena superato il 60% e che, per via della sua dimensione in termini di popolazione, avrebbe consentito il raggiungimento degli obiettivi di Piano ed in particolare per il conseguimento dell’80% al 2022. Sono, quindi, 370 su 377, per una popolazione coinvolta di oltre il 91% del totale, i Comuni che hanno superato l’obiettivo del 65%. Tra questi sono aumentati da 17 a 20 i Comuni che hanno superato l’85% e da 103 a 146 quelli con percentuali comprese fra l’80% e l’85%. Sono pertanto 166 i Comuni che hanno superato l’obiettivo dell’80% previsto dal Piano regionale per il 2022. Come nelle precedenti annualità, nella fascia di Comuni che hanno superato l’obiettivo di Piano al 2022 si confermano Comuni interessati da importanti flussi turistici come Orosei, Budoni e Palau, affiancati da Comuni meno popolosi come Barrali, Soleminis e Mandas, nonché da interi territori nei quali i servizi di raccolta sono svolti in maniera associata come l’Associazione dei Comuni di Irgoli, Loculi, Onifai e Galtellì e l’Unione dei Comuni del Coros. A livello provinciale, tutti i territori hanno superato il 70% di raccolta differenziata; le province di Nuoro e di Oristano hanno sfiorato l’80% mentre quella di Sassari è più vicina al 70%.
L’indicatore relativo alla percentuale di rifiuti urbani avviati a preparazione per il riutilizzo e a riciclaggio è rimasto invariato rispetto a quanto rilevato nel 2021. Si tratta in ogni caso di un valore superiore all’obiettivo di legge del 55% al 2025: in funzione del metodo di calcolo utilizzato fra quelli proposti dalle norme comunitarie, la nostra Isola ha conseguito un risultato pari al 59% o al 63%.
La produzione complessiva dei rifiuti urbani è diminuita di circa 18.500 tonnellate rispetto al 2021, con un decremento del 2,5%, superiore a quello registrato a livello nazionale.
Nonostante rispetto al 2021 siano aumentati i rifiuti avviati a termovalorizzazione e diminuiti quelli avviati a smaltimento in discarica, i relativi obiettivi di Piano sono ancora molto lontani a causa dei ritardi nei lavori di ristrutturazione dei termovalorizzatori; tali ritardi hanno inoltre determinato un consumo della volumetria residua delle discariche superiore alle previsioni.
I conferimenti in discarica per rifiuti speciali non pericolosi sono diminuiti del 24,0% e le corrispondenti volumetrie residue del 1,5%. Tenendo in considerazione le sole utenze diffuse i conferimenti sono diminuiti del 16,7%. I conferimenti nelle discariche per rifiuti inerti sono aumentati del 17,4% e i volumi residui si sono ridotti del 12,3%.
La produzione totale di rifiuti speciali nel 2022 è diminuita dello 0,5% rispetto al 2021. In particolare, si registra una variazione percentuale della produzione di rifiuti speciali per unità di PIL rispetto al 2010 pari a -2,5% per i rifiuti non pericolosi e -24,4% per i rifiuti pericolosi.
La percentuale di rifiuti speciali avviati a preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rispetto al totale gestito nel 2022 è stata del 58,3%, superiore al valore del 2021 di oltre cinque punti percentuali.
La percentuale di rifiuti speciali avviati a termovalorizzazione e incenerimento (0,7% nel 2022) è sostanzialmente stabile (0,8% nel 2021, 0,6% nel 2020 e 0,8% nel 2019).
È ulteriormente diminuita la percentuale di rifiuti speciali avviati a smaltimento in discarica rispetto al totale gestito, passata dal 32,1% del 2021 al 26,3% del 2022.
La superficie destinata al riutilizzo di fanghi in agricoltura è stata pari a 2.352 ettari, leggermente superiore (+1,85%) rispetto al valore del 2021.
Consulta i documenti
Delibera 5-45 del 29.01.2025
Delibera 5-45 del 29.01.2025 - Allegato1
Raccolta differenziata in Sardegna nell’anno 2023 al 76,46%
La Sardegna ha raggiunto il 76,46% di raccolta differenziata migliorando ancora leggermente il risultato rispetto al 2022.
Il dato è stato validato da ARPAS sulla base delle informazioni trasmesse dai Comuni entro il termine del 30 aprile 2024.
Inoltre, l’ARPAS ha comunicato:
- la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi delle diverse frazioni che compongono la raccolta differenziata nonché il valore di quest’ultimo;
- la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi di rifiuti urbani indifferenziati nonché il valore di quest’ultimo;
- la quantità di rifiuti totali prodotta;
- la quantità di rifiuti pro capite prodotta;
- la percentuale di raccolta differenziata validata con due cifre decimali.
Il calcolo e la verifica delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani raggiunte in ogni Comune sono stati svolti secondo quanto previsto dall’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 e sulla base delle linee guida definite dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 26 maggio 2016, recepiti con atto di indirizzo allegato alla D.G.R. n. 23/8 del 9.5.2017.
Conseguentemente, con determinazione del Direttore del Servizio tutela dell’atmosfera e del territorio n. 1242 del 5 dicembre 2024 è stata stabilita la percentuale di raccolta differenziata di ciascun Comune nell’anno 2023 e l’elenco dei Comuni che hanno conseguito nel 2023 una produzione pro capite di rifiuti inferiore al 70% del valore medio regionale (pari a 460 kg/abitante/anno), ai quali non andrà applicata l’addizionale di cui al comma 3 dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2025.
È stato, inoltre, stabilito l’elenco dei Comuni che hanno omesso di trasmettere i dati e sono quindi esclusi dall'applicazione della modulazione dell’ecotassa di cui al comma 3-bis dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006, sempre a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2025.
Tali elenchi sono stati utilizzati per stabilire le eventuali riduzioni, fatto salvo l’ammontare di 5,16 €/ton fissato dall’art. 3, comma 29, della Legge n. 549/1995, o maggiorazioni del tributo di smaltimento in discarica per ciascun Comune, in coerenza con il citato atto di indirizzo regionale.
Consulta i documenti
Determinazione n. 1242 del 05.12.2024 con allegati
Stipulato l’Accordo di programma con il Consorzio italiano compostatori
E’ stato siglato in data 25 novembre 2024 un nuovo Accordo di programma triennale tra la Regione Sardegna e il CIC, il Consorzio italiano compostatori, allo scopo di favorire la produzione di ammendante compostato e la sua valorizzazione in agricoltura, nel florovivaismo e negli acquisiti pubblici ecologici.
La prosecuzione della collaborazione con le associazioni di riferimento dei produttori di compost di qualità, iniziata nel 2011, rappresenta una delle azioni previste dall’aggiornamento del Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 4/145 del 15.02.2024, per raggiungere l’obiettivo del 70% di riciclaggio dei rifiuti urbani al 2029.
La gestione della frazione organica in Sardegna è prioritaria in quanto è l’unico flusso di rifiuti, oltre al rifiuto indifferenziato, che gli impianti regionali riescono a gestire in maniera autonoma.
Secondo quanto riportato nell’ultimo rapporto ARPAS sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, riferito ai dati del 2022, la frazione organica rappresenta la quota più rilevante della raccolta differenziata nell’Isola, pari a circa il 42% del rifiuto differenziato e la sua separazione dal flusso dei rifiuti ed il successivo avvio al recupero è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi della normativa europea e nazionale. Inoltre, la produzione di fertilizzanti/ammendanti ha un elevato valore aggiunto, in quanto permette di contribuire in modo fattivo, attraverso l’apporto di sostanza organica, alla lotta alla desertificazione ed al miglioramento della qualità dei suoli con il mantenimento, o il ripristino, delle proprietà chimiche, fisiche e biologiche che determinano la fertilità.
Con la stipula del nuovo Accordo di programma il C.I.C., a fronte di un mero rimborso spese, proseguirà nell’azione di accompagnamento alla Regione con le seguenti attività:
- fornire assistenza tecnico-consultiva alla Regione per l’attuazione delle azioni previste dalla pianificazione regionale, anche condividendo le esperienze attuate da altre Regioni;
- fornire assistenza tecnica agli impianti di trattamento della frazione organica da raccolta differenziata del territorio regionale, al fine del miglioramento della qualità del compost prodotto;
- fornire supporto alla predisposizione e attuazione di un programma di attività con le Agenzie agricole e l’Amministrazione regionale, inerenti all’utilizzo del compost in agricoltura;
- fornire supporto alla predisposizione e attuazione di un programma di attività con l’Agenzia regionale Forestas al fine di garantire l’utilizzo di compost nelle attività legate alla gestione dell’ambiente forestato;
- fornire supporto alla stipula e l’attuazione di un accordo di programma con le associazioni di categoria del comparto florovivaistico e dei manutentori del verde, finalizzato al recupero dei materiali di risulta e all’utilizzo del compost nel comparto stesso;
- organizzare apposite giornate formative e dimostrazioni in campo per il comparto agricolo e/o florovivaistico e/o silvicolturale al fine di incentivare la commercializzazione del compost pro-dotto negli impianti della Sardegna;
- organizzare attività formative rivolte agli Enti pubblici sull’acquisto di ammendanti compostati nell’ambito dei propri acquisti pubblici ecologici;
- organizzare apposite giornate formative indirizzate ai dottori agronomi e forestali al fine di in-centivare nei piani agronomici l’utilizzo del compost prodotto negli impianti della Sardegna.
Consulta i documenti
Accordo di programma Regione Sardegna - Consorzio italiano compostatori - 2024-2026
SardegnaAmbiente
Cambiamenti climatici in Sardegna
Inquinamento luminoso
Sistema energetico regionale
Efficienza e risparmio