Rete regionale per la conservazione della fauna marina

 

La Regione, ai sensi della Legge 157/1992 e della Legge Regionale 23/1998, “persegue lo scopo di assicurare la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat, con particolare riguardo alle specie minacciate, vulnerabili e rare, nonché alle specie e sottospecie endemiche” in attuazione della Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.).

La gestione e conservazione della fauna marina in Sardegna è dunque in capo alla Regione, che ha strutturato, già dal 2009, una propria Rete regionale per la conservazione della fauna marina ferita o in difficoltà con un protocollo di intesa tra diversi soggetti istituzionali ognuno con propri compiti e responsabilità e sotto il coordinamento del Servizio Tutela della Natura dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.

La legge regionale 23 ottobre 2023, n. 9, art. 77 ne ha riconosciuto l’istituzione e, con deliberazione della Giunta regionale n. 34/41 del 18 settembre2024 ne ha riconosciuto la struttura organizzativa, il regolamento di funzionamento e la dotazione finanziaria.

La Rete è dunque, in Sardegna, l’organo tecnico-operativo per la programmazione delle attività volte a garantire la salvaguardia della fauna marina oggetto di tutela ai sensi della Legge 11 febbraio 1992, n. 157, della Legge regionale 29 luglio 1998 n. 23, ma anche della direttiva Habitat (Direttiva n. 92/43/CEE) relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, della direttiva CITES, convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione e commercio di specie animali e delle altre norme di settore.

Chi siamo:

  • La Regione Sardegna, Assessorato della Difesa dell’Ambiente, che cura il coordinamento delle attività della Rete, definisce i processi autorizzativi, programma e gestisce le risorse economiche a disposizione, tiene i rapporti con le istituzioni, organizza momenti di incontro e scambio anche con altre realtà nell’ambito del bacino del Mediterraneo e fa promozione sul territorio;
  • I Centri regionali per il recupero o per il primo soccorso della fauna marina, vero cuore della Rete regionale, che assicurano costantemente gli interventi di soccorso, cura, riabilitazione e rilascio degli esemplari feriti o in difficoltà, curano l’informazione, la sensibilizzazione e l’educazione ambientale. I Centri sono localizzati presso le Aree Marine Protette e la Laguna di Nora e si distinguono in centri di recupero (attrezzati per lunghe degenze, con il supporto di una clinica veterinaria attrezzata per la diagnostica e la chirurgia) e centri di primo soccorso (attrezzati invece per brevi degenze, dell’ordine di 24/48 ore, in attesa di un ricovero o di una liberazione).
  • Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, con funzioni di vigilanza, presidio, coordinamento grazie alle basi logistiche operative navali (BLON) ed alle Stazioni Forestali nella gestione delle emergenze e di supporto alle attività di recupero e reimmissione in natura degli animali;
  • Le Capitanerie di Porto afferenti alle Direzioni Marittime di Cagliari e Olbia, che garantiscono supporto logistico nella gestione dell’emergenza e nelle attività di recupero, trasporto e rilascio di esemplari di fauna marina;  
  • l’Istituto per lo studio degli impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAS – CNR) di Oristano, responsabile scientifico della Rete, che garantisce supporto tecnico scientifico alla Rete nelle attività di primo soccorso, nella predisposizione ed attuazione dei protocolli operativi (in caso di nidificazioni, schiuse e recuperi di fauna marina), porta avanti progetti sperimentali e supporta la Regione nei rapporti col Ministero.

La sinergia tra questi soggetti ha consentito alla Rete regionale per la fauna marina di maturare significative esperienze di salvaguardia e diventare oggi un buon esempio nel panorama italiano grazie anche alla condivisione delle scelte e dei risultati.

Grazie ai rapporti di stretta collaborazione sviluppati tra i differenti soggetti istituzionali, la Rete riesce ad operare sull’intero ambito costiero regionale, diviso in fasce di competenza dei Centri di recupero, garantendo la capillarità degli interventi.

Attività principale della Rete regionale è il recupero ed il soccorso in mare delle tartarughe marine, dalla assidua Caretta Caretta (Tartaruga comune) a quelle più rare (Chelonia mydas - Tartaruga verde e Dermochelys coriacea - Tartaruga liuto) e dei mammiferi marini (delfini, tursiopi, stenelle).

La Rete si occupa anche di eventi straordinari di nidificazione e di spiaggiamento: l’importante numero di recuperi di animali in difficoltà e le segnalazioni di eventi di nidificazione di Tartaruga comune (Caretta caretta) degli ultimi anni è rappresentativo del fatto che la cittadinanza è informata e sensibilizzata.

Grazie alle attività di informazione e sensibilizzazione portati avanti dalla Rete sono migliorati decisamente anche i rapporti con diportisti e pescatori professionisti che si stanno dimostrando molto più disponibili a cercare di evitare comportamenti dannosi per la specie e che intervengono in prima persona nel recupero degli animali, attivando i protocolli di rete con la segnalazione ai numeri della sala operativa della Rete e portando a terra l’esemplare recuperato in attesa che il veterinario possa intervenire.

Ultime notizie

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Nella mattina del 23 luglio è stato rinvenuto un nido di Caretta caretta a Porto Taverna, nel litorale di Loiri Porto San Paolo: si tratta del quarto nido della stagione in Sardegna dopo quello di Malatroxia (S.Antioco) e dei due nel Sinis, a Maimoni e Sa Mesa Longa. La schiusa del nido, in parte depredato, è attesa tra qualche settimana.
La Sardegna continua a sorprendere con nuovi segnali positivi dal mondo della biodiversità marina. Ieri, 17 luglio, sulla spiaggia di Sa Mesa Longa, nella marina di San Vero Milis (OR), è stato scoperto un nuovo nido di tartaruga Caretta caretta. È il secondo individuato in appena una settimana nell’area del Sinis, dopo quello rinvenuto il 10 luglio nella spiaggia di Maimoni, nel territorio di Cabras (OR), che aveva segnato il primo evento noto di nidificazione dell’Area Marina Protetta del Sinis.
Primo nido sardo del 2025: si apre a Sant’Antioco, nel litorale di Maladroxia, la stagione delle nidificazioni in Sardegna. Dopo tre tentativi registrati ad Arbus, Carloforte e Castiadas, alle prime luci della mattina del 30 giugno è stata segnalata alla Guardia costiera la presenza di una tartaruga in fase di deposizione sulla spiaggia di Maladroxia, a Sant’Antioco (SU): il Centro di recupero Laguna di Nora, nodo della Rete Regionale per la conservazione della fauna marina competente per territorio, è giunto tempestivamente per verificare la presenza effettiva delle uova e attivare le procedure di prima messa in sicurezza del sito.
Si apre a Tertenia, sulla spiaggia di Foxi Manna (Sarrala), la stagione delle schiuse dei nidi di Caretta caretta in Sardegna: si tratta del quarto nido registrato nella stagione 2024. La mattina di domenica 25 agosto un gruppo di bagnanti ha assistito alla corsa verso il mare di un gran numero di tartarughini: nella spiaggia di Sarrala è la prima volta che viene registrata una nidificazione di tartaruga e la soddisfazione è stata tanta per i numerosi bagnanti accorsi.

Primi nidi Caretta 2024

07 agosto 2024
La stagione delle nidificazioni dell’estate 2024 in Sardegna si apre con tre nidi di Caretta caretta rinvenuti e messi in sicurezza.

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