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Attività di vigilanza sulla gestione dei rifiuti: i dati 2023

La Giunta regionale, con la deliberazione n. 67/52 del 23.12.2025, ha preso atto dei dati utili a definire lo stato di attuazione dei piani regionali di gestione dei rifiuti, secondo quanto previsto dall’articolo 199 del d. lgs. n. 152 del 3.4.2006, come modificato dalla legge n. 221 del 28.12.2015 e dal d. lgs. 116 del 3.9.2020. I dati relativi al 2023 sono stati raccolti ed elaborati dal Catasto rifiuti incardinato presso l’ARPAS e dal competente Servizio dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.

In relazione agli esiti del monitoraggio della gestione dei rifiuti urbani nel 2023, la Sardegna si conferma tra le migliori regioni italiane, ed un unicum tra quelle del centro sud, in termini di percentuale di raccolta differenziata, raggiungendo il 76,46% e conseguendo una leggera crescita rispetto al 2022.

I Comuni che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di legge del 65% previsto per il 2012 sono oramai solo cinque (due in meno del 2022), per una popolazione pari al 8,2%; tra questi è ancora presente il Comune di Sassari che, per via della sua dimensione in termini di popolazione, sarebbe fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di Piano. Sono, quindi, 372 su 377, per una popolazione coinvolta pari al 91,8% del totale, i Comuni che hanno superato l’obiettivo del 65%. Tra questi sono aumentati da 20 a 30 i Comuni che hanno superato l’85% e da 146 a 168 quelli con percentuali comprese fra l’80% e l’85%, portando da 166 a 198 il numero dei Comuni che hanno superato l’obiettivo dell’80% di raccolta differenziata previsto per il 2029 dal Piano regionale recentemente aggiornato. Come nelle precedenti annualità, nella fascia di Comuni che hanno superato l’obiettivo di Piano al 2029 si confermano Comuni interessati da importanti flussi turistici come Carloforte, Palau e Villaputzu, affiancati da Comuni meno popolosi come Sant’Antonio di Gallura e Sardara, nonché da interi territori nei quali i servizi di raccolta sono svolti in maniera associata come l’Associazione dei Comuni di Irgoli, Loculi, Onifai e Galtellì e l’Unione dei Comuni del Coros. A livello provinciale, tutti i territori hanno superato il 70% di raccolta differenziata; la provincia di Oristano ha superato l’80%, le province di Nuoro e del Sud Sardegna hanno un dato di poco inferiore, la città metropolitana di Cagliari ha superato il 78% mentre la provincia di Sassari ha superato il 71%.

Il valore dell’indicatore relativo alla percentuale di rifiuti urbani avviati a preparazione per il riutilizzo e a riciclaggio, calcolato secondo il metodo unico comunitario, è leggermente aumentato rispetto a quanto rilevato nel 2022 ed è poco al di sotto del 60%, valore in ogni caso superiore all’obiettivo di legge del 55% al 2025 ma ancora lontano dall’obiettivo del 70% previsto dal Piano regionale al 2029.

La produzione complessiva dei rifiuti urbani è diminuita di circa 10.300 tonnellate rispetto al 2022, con un decremento del 1,5%. Sono diminuiti sia i rifiuti avviati a smaltimento sia, anche se in misura inferiore, quelli avviati a riciclo. Tuttavia, la Sardegna è ancora lontana dagli obiettivi definiti nel Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani ed è pertanto necessario completare l’attuazione degli interventi di Piano, incentivare il riutilizzo e la riparazione dei beni, ridurre lo spreco alimentare di tutti gli attori del comparto e spingere i Comuni verso l’introduzione della tariffa puntuale, che nel 2023 risulta adottata solo dal comune di Cagliari.

Si mantiene superiore al 20% il quantitativo di rifiuti urbani avviati a discarica a causa dei ritardi nella conclusione dei lavori di ristrutturazione dei termovalorizzatori. Gli obiettivi posti dalla normativa europea (10% al 2035) e dal Piano regionale (3,2% al 2029) sono ancora molto lontani; preoccupa, inoltre, il conseguente rapido consumo delle volumetrie di discarica, malgrado gli ampliamenti concessi ad alcune di esse nel 2023.

In relazione, invece, agli esiti del monitoraggio della gestione dei rifiuti speciali nel 2023, la produzione totale è diminuita dello 0,5% rispetto al 2022. In particolare, si registra una variazione percentuale della produzione di rifiuti speciali per unità di PIL rispetto al 2010 pari a -11,1% per i rifiuti non pericolosi e -54,1% per i rifiuti pericolosi.

La percentuale di rifiuti speciali avviati a preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rispetto al totale gestito nel 2023 è stata del 65,9%, superiore al valore del 2022 di 7,6 punti percentuali.

La percentuale di rifiuti speciali avviati a termovalorizzazione e incenerimento (0,6% nel 2023) è sostanzialmente stabile (0,7% nel 2022, 0,8% nel 2021, 0,6% nel 2020 e 0,8% nel 2019).

È ulteriormente diminuita la percentuale di rifiuti speciali avviati a smaltimento in discarica rispetto al totale gestito, passata dal 26,3% del 2022 al 23,2% del 2023; i conferimenti in discarica per rifiuti speciali non pericolosi sono diminuiti del 25,4% e le corrispondenti volumetrie residue del 10%.

Tenendo in considerazione le sole utenze diffuse i conferimenti sono diminuiti del 29,4%.

I conferimenti nelle discariche per rifiuti inerti sono diminuiti del 2,8% e i volumi residui si sono ridotti del 13,2%.

La superficie destinata al riutilizzo di fanghi in agricoltura è stata pari a 2.024 ettari, sensibilmente inferiore (-13,95%) rispetto al valore del 2022.

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