Specie aliene invasive

 

Le specie aliene, o alloctone, sono organismi animali e vegetali introdotti intenzionalmente o accidentalmente dall’uomo al di fuori del loro areale naturale, ossia dell’area geografica in cui sono normalmente presenti.

In Italia il cambiamento climatico sta facilitando l’insediamento e la diffusione delle specie aliene, poiché la modifica delle temperature e dei regimi climatici crea condizioni favorevoli per specie che prima non avrebbero potuto sopravvivere nelle medesime aree.

Una specie aliena assume un comportamento invasivo quando è in grado di riprodursi e diffondersi rapidamente a scapito delle specie autoctone, fino a diventare dominante nell’area in cui si è insediata. Tale fenomeno può causare danni alla biodiversità, alla salute umana, alle colture agricole e alle attività di pesca.

A livello globale, le specie aliene invasive (IAS) rappresentano la seconda causa di perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici, subito dopo la frammentazione degli habitat. I danni possono essere riconducibili a quattro tipologie:

  1. danni ambientali: le specie aliene invasive impattano in modo diretto sulla biodiversità, causando la riduzione del numero di specie autoctone tramite predazione, parassitismo, diffusione di malattie, competizione trofica, ibridazione, alterazione degli equilibri degli ecosistemi e altre forme di interazione negativa;
  2. danni sanitari: in Italia sono presenti specie vegetali aliene invasive che rilasciano sostanze o pollini che possono scatenare reazioni allergiche, anche gravi, per contatto e/o inalazione. Alcune specie possono inoltre essere vettori di malattie infettive;
  3. danni socioeconomici: alcune specie aliene invasive riducono significativamente la produttività delle coltivazioni agricole, interferiscono con le attività di pesca e acquacoltura, danneggiano infrastrutture e incidono negativamente sul settore forestale;
  4. danni economici diretti: la gestione e il contenimento delle IAS richiedono interventi spesso molto costosi, necessari per limitarne la diffusione e mitigarne gli effetti negativi.