Pubblicati i dati sulla gestione dei rifiuti sanitari in Sardegna nel 2024
I rifiuti derivanti dalle strutture sanitarie sono disciplinati dal D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254; tale decreto regola la gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179.
Le Regioni sono tenute a istituire sistemi di monitoraggio e di analisi dei costi e della congruità dei medesimi relativamente alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti sanitari e a inviare i dati risultanti all’ISPRA, che li comunica al Ministero dell’ambiente e al Ministero della salute, ai sensi dell’art. 4, comma 5 del decreto citato.
Nel corso del 2025 il competente Servizio dell’Assessorato della difesa dell’ambiente ha avviato una raccolta dati presso i produttori dei rifiuti sanitari (aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere universitarie, azienda di rilievo nazionale e alta specializzazione Brotzu e cliniche private) e presso i soggetti autorizzati a raccolta, trasporto, deposito preliminare e smaltimento finale.
I risultati sono raccolti nel documento “Relazione sulla produzione e gestione dei rifiuti sanitari nella Regione Sardegna - Anno 2024”, consultabile a fondo pagina.
I risultati dell’analisi mostrano che la produzione totale di rifiuti sanitari, di qualunque codice dell’elenco europeo, è pari a circa 7.250 tonnellate, di cui 6.560 provenienti dalle strutture pubbliche e 690 da quelle private.
Circa 5.650 tonnellate sono costituite da rifiuti distinti dalle prime quattro cifre del codice dell’Elenco Europeo dei Rifiuti 1801, cioè derivanti dalla cura della salute umana.
Il dato di produzione pro-capite dei rifiuti di codice 1801 è pari a 3,6 kg/ab, leggermente superiore al dato dell’anno precedente.
La produzione annuale di rifiuti con codice 1801 per posto letto nelle strutture pubbliche è stata pari a 1.070 kg/anno, contro i 1.045 kg dell’anno precedente.
La produzione del codice 180103*, ovvero rifiuti (pericolosi) che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni, è pari a circa 5.130 t. L’87% di questi rifiuti, i più significativi nell’ambito della sanità (91% dei codici 1801, 71% dei rifiuti prodotti in totale), deriva dalle strutture pubbliche, il restante 13% da quelle private.
Nel periodo in esame (1.1.2024 ÷ 31.12.2024) la destinazione dei rifiuti sanitari è stata prevalentemente l’incenerimento: diretto nel 48% dei casi, preceduto da una fase di deposito preliminare nel 49%. La messa in riserva e il raggruppamento preliminare si dividono la rimanente, ridotta, percentuale di destinazione.
Il costo medio di gestione, che risente di una notevole variabilità a seconda del tipo di rifiuti, dell’ubicazione e della dimensione delle strutture, si attesta intorno a 2.000 €/t per le strutture pubbliche e a 1.750 €/t per quelle private.
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