Rete regionale per la conservazione della fauna marina

 

La Regione, ai sensi della Legge 157/1992 e della Legge Regionale 23/1998, “persegue lo scopo di assicurare la conservazione della fauna selvatica e del suo habitat, con particolare riguardo alle specie minacciate, vulnerabili e rare, nonché alle specie e sottospecie endemiche” in attuazione della Convenzione di Washington (C.I.T.E.S.).

Per tale motivo è stata istituita, formalmente nel 2009, la “Rete regionale per la conservazione della fauna marina”.

L’attività principale della Rete regionale è il recupero ed il soccorso in mare delle tartarughe marine, dalla assidua Caretta Caretta (Tartaruga comune) a quelle più rare (Chelonia mydas - Tartaruga verde e Dermochelys coriacea - Tartaruga liuto) e dei mammiferi marini (delfini, tursiopi, stenelle).

L’importante numero di recuperi di animali in difficoltà e le segnalazioni di eventi di nidificazione di Tartaruga comune (Caretta caretta) degli ultimi anni è rappresentativo del fatto che la popolazione è informata e sensibilizzata, le segnalazioni ai Corpi di vigilanza (1515 e 1530) in caso di rinvenimento partono puntuali garantendo l’immediata attivazione della macchina regionale secondo i protocolli definiti e sperimentati dalla Rete.

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Rinvenuto venerdì a Tortolì, grazie alla segnalazione di una famiglia austriaca, il primo nido di Caretta caretta della stagione 2022 in Sardegna. In attesa di nuove segnalazioni, ricordiamo l’importanza di fare riferimento in questi casi ai numeri di emergenza del CFVA (1515) e della Guardia Costiera (1530) al fine di attivare la Rete regionale per la fauna marina.
Dopo 7 mesi dalla liberazione dei 4 esemplari di Caretta caretta, avvenuta il 9 ottobre 2021 dalla spiaggia di San Giovanni di Sinis (Cabras), sono 3 le tartarughe rimaste in vita e i dispositivi con cui sono equipaggiate continuano a trasmettere informazioni sui loro spostamenti e sul comportamento di immersione.
E’ stata ritrovata senza vita su una spiaggia del Golfo di Hammamet la tartaruga Azzurra, una delle quattro rilasciate il 9 ottobre scorso a San Giovanni di Sinis: i ricercatori dell’Istituto IAS-CNR di Oristano afferente al CReS, nodo della Rete regionale per la conservazione della fauna marina, nutrivano da giorno forti preoccupazioni per le sorti dell’esemplare, il cui dispositivo satellitare ha ripreso a trasmettere il 14 marzo dalla costa tunisina dopo una decina di giorni di silenzio.
Sono trascorsi quattro mesi dalla liberazione dei quattro esemplari di Caretta caretta, avvenuta il 9 ottobre 2021 dalla spiaggia di San Giovanni di Sinis (Cabras) e le informazioni che vengono trasmesse dai dispositivi satellitari con i quali sono stati liberati, grazie ad un progetto finanziato dall’Assessorato della difesa dell’Ambiente e dal Consiglio Nazionale per le Ricerche nell’ambito della attività della Rete regionale per la conservazione della fauna marina, si rivelano sempre più interessanti. Soste, a volte prolungate, si alternano a grandi spostamenti verso nuovi luoghi.
Sono passati oltre tre mesi dalla liberazione dei quattro esemplari di Caretta caretta, avvenuta il 9 ottobre 2021 dalla spiaggia di San Giovanni di Sinis (Cabras), e i tracciatori satellitari posizionati sul loro carapace continuano ad inviare preziose informazioni sui loro spostamenti e sul comportamento di immersione. Le tartarughe continuano il loro viaggio, alternando periodi di frequentazione di una stessa area a spostamenti in zone differenti. La trasmissione dei dati non avviene per tutti gli esemplari con la stessa frequenza.

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