Pubblicati i dati del riutilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura nell’anno 2024
L’utilizzo nei terreni agricoli dei fanghi derivanti da trattamenti di depurazione delle acque reflue, domestiche o industriali, è disciplinato dal D. Lgs. 27 Gennaio 1992, n. 99, in attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. Gli aspetti gestionali generali (raccolta, trasporto, deposito preliminare, trattamento, etc.), sono regolati dal D. Lgs. 3 Aprile 2006, n. 152, nella sua parte IV, relativa alla gestione dei rifiuti.
Le Regioni sono tenute a redigere annualmente la relazione riassuntiva, ai sensi del D. Lgs. 99/92, sui quantitativi di fanghi prodotti e riutilizzati in agricoltura sul territorio regionale, e a trasmetterla al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
Nel corso del 2025 il competente Servizio dell’Assessorato della difesa dell’ambiente ha pertanto avviato una raccolta dati presso i produttori di fanghi di depurazione e i soggetti autorizzati al loro riutilizzo in agricoltura, nonché tra gli impianti autorizzati allo smaltimento della quota che non è stato possibile recuperare. I risultati sono raccolti nel documento “Utilizzo dei fanghi nella regione Sardegna - Anno 2024”.
Dal confronto con i dati delle precedenti relazioni annuali, consultabili nella pagina dedicata ai rifiuti speciali del portale SardegnaAmbiente, si riscontra che il riutilizzo, con circa 11.200 tonnellate, è in sensibile aumento, +19%, rispetto al 2023. Viceversa è diminuita la superficie agricola interessata dagli spandimenti, 1971 ettari, ma in misura percentualmente minore (-2,65%).
I fanghi avviati allo spandimento presso le aziende agricole autorizzate provengono in massima parte dagli impianti di depurazione delle acque reflue urbane (82%). Seguono i fanghi in uscita dalla messa in riserva presso un impianto autorizzato alle operazioni di recupero (15%). I fanghi derivanti dall’industria lattiero-casearia costituiscono il 2,56%, mentre quelli dalla produzione di bevande alcoliche e analcoliche solo lo 0,06%.
Risultano quasi raddoppiate le quantità riutilizzate dei fanghi provenienti dai caseifici (da 147 a 287 t) e dalle cantine (da 4,85 a 7,18 t).
Il ruolo di principale recapito dei fanghi utilizzati come fertilizzante rimane in capo alle aziende agricole della provincia del Sud Sardegna, destinazione del 62,5% del recupero, mentre quelle della provincia di Sassari ne ricevono poco meno di un terzo (32%). La quota restante, pari a circa il 5,5%, è stata impiegata nel territorio della Città metropolitana di Cagliari.
La relazione include anche i dati riguardanti i processi subiti dai fanghi prima di essere avviati al riutilizzo agricolo, la composizione media dei fanghi, la distribuzione a livello comunale e provinciale e le caratteristiche delle colture e dei terreni interessati.
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