La grotta di San Giovanni
 


Foto di: Archivio Regionale

La Grotta di San Giovanni è situata nel territorio di Domusnovas, nell’Iglesiente (Sardegna sud-occidentale.La grotta, scavata nei calcari più antichi dell’isola (Cambriano inferiore, milioni di anni), è un notevole esempio di galleria di attraversamento, un traforo idrogeologico naturale utilizzato già in tempi lontani, come testimoniano gli ultimi resti di un muro megalitico che forse serviva a chiuderne l’ampio ingresso meridionale in età prenuragica. Oggi è percorsa da una strada che è stata utilizzata fino a qualche decina di anni fa dalle imprese minerarie per il trasporto del minerale. Ma l’epoca delle miniere ormai si è conclusa ed attualmente la strada viene utilizzata dai visitatori per ammirare le bellezze della grotta. L’ampiezza dei due ingressi, uno a valle ed uno a monte, lasciano già immaginare la vastità degli ambienti interni. La grotta di San Giovanni si sviluppa principalmente lungo un’alta e larga galleria della lunghezza di circa 850 metri, nella quale scorre il ruscello che proviene dalla retrostante valle di Oridda. Stalattiti e stalagmiti la addobbano vistosamente. Grandi vasche calcaree sovrapposte le une alle altre formano delle vere e proprie cascate di roccia. Nella stagione invernale un perenne velo d’acqua corrente vi deposita i sali di carbonato di calcio disciolti, contribuendo ad accrescerle sempre più. La visita della grotta di San Giovanni può svolgersi nei due sensi e il ritorno può avvenire sia percorrendo a ritroso la via dell’andata, sia lungo un sentiero che si snoda lungo il bosco. In qualche decina di minuti si può tornare al punto di partenza ammirando, dopo le bellezze della grotta, anche quelle del paesaggio circostante, ricco di fitti boschi e caratterizzato da alte pareti rocciose.

La grotta di San Giovanni è però ben più complessa di quanto non appaia ai turisti che ne percorrono la galleria principale. Sul lato sinistro, per chi entra dall’ingresso meridionale, si apre un cunicolo, detto Su Stampu de Pireddu, pare dal nome di un antico bandito che, sembra, vi trovava rifugio. Certo è che Pireddu dev’essersi limitato a rifugiarsi entro i primi metri di quel budello. Le esplorazioni speleologiche risalenti alla seconda metà del ‘900 hanno però portato alla scoperta di un reticolo di cunicoli, a volte strettissimi, che drenano le acque del ruscello nella stagione piovosa. Su Stampu de Pireddu termina con un laghetto dall’apparenza insignificante per l’aspetto fangoso delle sue acque, ma le esplorazioni subacquee hanno rivelato l’esistenza di un vasto bacino sotterraneo che alimenta la sorgente che si osserva all’ingresso a valle. Altri “vuoti carsici”, come vengono chiamati dai geomorfologi, si trovano al di sopra della volta della galleria principale di San Giovanni. Chi alza lo sguardo nel percorrerla potrà osservare gallerie verticali (“camini”) che hanno permesso la scoperta di saloni e cunicoli sovrastanti, testimonianti una formazione complessa ed in più tempi di questo vistoso fenomeno sotterraneo.

L’istituzione del Monumento naturale Grotta di san Giovanni è perciò un importante riconoscimento della peculiarità di questa grotta che, pur essendo ben più interessante di quanto non appaia ad una prima visita, offre anche alla prima visita meravigliosi scorci paesaggistici e numerosi spunti di curiosità al suo interno.

Provvedimento istitutivo: Decreto Assessorato Difesa Ambiente n°2777 del 06/10/99