Grotta Acqua Cadda Su Montixeddu
Il sito
La Grotta di Acquacadda – Su Montixeddu è una cavità naturale di genesi carsica situata all'interno della vecchia miniera dismessa denominata Sa Marchesa, a nord della frazione di Acquacadda nel Comune di Nuxis, nel Sulcis. L'imbocco della grotta si trova sulla sommità di una collina modificata dall'attività estrattiva, a circa 230 m di quota sul livello del mare. Dal sito si godono viste di grande interesse paesaggistico: lo sguardo spazia sui rilievi del Sulcis e sulla piana tettonica del Graben di Narcao, con i suoi caratteristici rilievi di natura vulcanica.
La grotta è stata inserita nell'Inventario Nazionale dei Geositi, il database ufficiale gestito da ISPRA che censisce oltre 2.700 siti di particolare interesse geologico, geomorfologico e paesaggistico in Italia. Al suo interno sono in corso scavi archeologici che hanno portato alla luce rilevanti testimonianze preistoriche, confermando la straordinaria valenza scientifica e culturale del sito.
Descrizione della cavità
L'interno della grotta si articola in un ambiente principale suddiviso in tre sale — Sala A, Sala B e Sala C — con alcune diramazioni laterali. La Sala A, la più estesa, è modellata su litologie paleozoiche riferibili al Cambriano inferiore, costituite da brecce monogeniche ed eterometriche immerse in una matrice calcareo-dolomitica di colore grigio scuro, collocabili alla base della Formazione di Campo Pisano. La circolazione idrica lungo le fratture ha favorito la formazione di speleotemi di notevoli dimensioni: colate, stalattiti, stalagmiti e colonne, tra cui si segnala una colonna distaccata dalla volta di circa 6 metri di altezza e 5 metri di circonferenza.
Nelle sale B e C le pareti e la volta mostrano un'evoluzione litologica verso dolomie e calcari dolomitici più carsificati, con camini alti una decina di metri all'interno dei quali si osservano forme assimilabili agli "scallops", testimonianza di antichi flussi idraulici. Il pavimento della Sala A ha subito in epoche passate un abbassamento che ha messo in evidenza il basamento originario pleistocenico: brecce spigolose poligeniche cementate da una matrice sabbioso-argillosa di colore rosso mattone, contenente frammenti ossei di microfauna e gusci di gasteropodi polmonati, su cui si sono successivamente depositati strati di alabastro.
Fauna
Le specie faunistiche presenti appartengono prevalentemente alla fauna troglofila. Tra gli invertebrati sono stati rinvenuti Diplopodi (Polydesmidae), Chilopodi (Lithobiidae), insetti Psocoptera (Psyllipsocus ramburii), Collemboli, Lepidotteri (Tineidae), ragni della famiglia Tetragnathidae (Meta bourneti) e Acari. Di particolare rilevanza conservazionistica è la presenza di due specie di chirotteri tutelati dalla Direttiva Habitat: il Rinolofo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) e il Rinolofo minore (Rhinolophus hipposideros), individuati sia tramite osservazione visiva sia con bat detector.
Testimonianze preistoriche
Gli scavi archeologici in corso all'interno della grotta, avviati nel 2019, hanno evidenziato importanti testimonianze preistoriche. Nella Sala B sono stati rinvenuti frammenti ceramici e altri materiali che attestano la frequentazione della cavità da parte dell'uomo in epoca preistorica. Il sito si configura quindi come un contesto di straordinario valore non solo geologico e naturalistico, ma anche archeologico, che richiede prosecuzione sistematica delle indagini scientifiche.
Tutela e gestione
Il sito è tutelato dal Piano Paesaggistico Regionale (L.R. 8/2004), dal Regio Decreto-Legge n. 3267 del 1923 e dalla L.R. n. 4 del 7 agosto 2007 sulle norme per la tutela del patrimonio speleologico. Il monumento si trova inoltre in area SIN (Sito di Interesse Nazionale Sulcis-Iglesiente-Arburese): ogni intervento dovrà essere realizzato nel rispetto delle prescrizioni connesse allo stato ambientale dei luoghi e agli interventi di bonifica.
Sono assolutamente vietati l'asportazione delle concrezioni, dei minerali e dei cristalli, nonché qualsiasi intervento che possa alterare l'aspetto o i valori estetici e paesaggistici del sito. Le attività consentite devono inoltre essere svolte nel rispetto delle esigenze di conservazione delle due specie di chirotteri presenti, evitando qualsiasi forma di disturbo. La conservazione e la valorizzazione del Monumento Naturale sono affidate al Comune di Nuxis, che si avvale dell'Associazione Speleo Club Nuxis A.P.S., già attualmente concessionaria della gestione del sito geo-speleologico Sa Marchesa. La grotta è aperta alla fruizione turistica in modo parziale dal 2019.
Scheda tecnica: a cura di Servizio Tutela della Natura e politiche forestali, Direzione Generale della Difesa dell’Ambiente, tratta da relazione naturalistica allegata alla istanza di istituzione del Monumento Naturale (Comune di Nuxis in collaborazione con Speleo Club Nuxis APS)
Soggetto Gestore: Comune di Nuxis
Provvedimento istitutivo: Decreto dell'Assessore della Difesa dell'Ambiente n° 10 del 22.04.2026
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