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Pubblicato il 3° rapporto compost Sardegna 2023

Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, dispone che le Regioni emanino misure volte a incoraggiare la raccolta separata e il recupero dei rifiuti organici, al fine di ottenere materie prime secondarie da utilizzare.  A tal proposito, il Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani ha individuato le azioni da attuare per lo sviluppo del riciclaggio della sostanza organica, dando indicazioni per garantire l’adeguamento dell’impiantistica regionale e per promuovere l’utilizzo del compost.

In questi anni, pertanto, l’Amministrazione regionale ha programmato e finanziato diversi interventi volti alla realizzazione di nuovi impianti di compostaggio di qualità, all’ottimizzazione di quelli esistenti e alla conversione di alcuni impianti di stabilizzazione in impianti di recupero.

Inoltre, in data 21 dicembre 2021, è stato stipulato tra la Regione Sardegna e il Consorzio Italiano Compostatori (C.I.C.), consorzio nazionale volontario tra aziende ed enti italiani pubblici e privati che producono compost, un Accordo di programma per favorire il riciclaggio dei rifiuti organici e promuovere la produzione e l’utilizzo dei materiali ottenuti dal loro recupero.

In attuazione di tale Accordo di programma, a quattro anni dalla pubblicazione del 2° Rapporto compost Sardegna, viene nuovamente fatto il punto della situazione relativa alla gestione dei rifiuti organici da raccolta differenziata in Sardegna. Il 3° Rapporto illustra i progressi della filiera dal 2019 al 2023 sia in termini quantitativi che qualitativi e fornisce spunti sulle azioni da intraprendere per l’ulteriore consolidamento del settore, soprattutto con riferimento allo sviluppo del mercato del compost in Sardegna.

Il Rapporto è strutturato sulla base dei dati di cui al 23° Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna redatto da ARPAS, secondo cui, nel 2021, sono state raccolte in maniera differenziata circa 217.500 tonnellate di umido e circa 27.000 tonnellate di verde.

É presente un’analisi della qualità merceologica della frazione organica da raccolta differenziata, fattore determinante ai fini della produzione di compost di qualità. Mediamente in Sardegna la percentuale di materiali non compostabili è risultata del 2,9%, valore di eccellenza se si considera che il valore medio nazionale sfiora il 6,2%, migliore anche del dato rilevato nel 2019 per la redazione del 2° Rapporto compost.

Il documento illustra anche le caratteristiche del sistema impiantistico in Sardegna, e contiene una scheda informativa sintetica per ciascun impianto dell’isola, con le caratteristiche dei prodotti e del loro mercato.

Rispetto a tale ultimo aspetto, sulla base delle risposte fornite dai gestori risulta che il materiale sfuso viene ceduto prevalentemente con un prezzo medio di 5 €/t. Il compost prodotto è ancora prevalentemente utilizzato in agricoltura: il 62,2% in agricoltura professionale e il 15,6% in agricoltura amatoriale, in linea con i dati rilevati a livello nazionale. Il Rapporto illustra alcuni ulteriori interessanti sbocchi per questo prodotto, quali i lavori di manutenzione e/o impianto del verde urbano o di altre infrastrutture verdi come, ad esempio, bordure stradali, scarpate ferroviarie e simili, svolte dalle pubbliche amministrazioni o da attività private che lavorano nel pubblico.

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3° Rapporto Compost Sardegna 2023


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Raccolta differenziata in Sardegna nell’anno 2022 al 75,81%

La Sardegna ha raggiunto il 75,81% di raccolta differenziata migliorando leggermente il risultato rispetto al 2021.

Il dato è stato validato da ARPAS sulla base delle informazioni trasmesse dai Comuni entro il termine del 30 aprile 2023.

Inoltre, l’ARPAS ha comunicato:

  • la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi delle diverse frazioni che compongono la raccolta differenziata nonché il valore di quest’ultimo;
  • la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi di rifiuti urbani indifferenziati nonché il valore di quest’ultimo;
  • la quantità di rifiuti totali prodotta;
  • la quantità di rifiuti pro capite prodotta;
  • la percentuale di raccolta differenziata validata con due cifre decimali.

Il calcolo e la verifica delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani raggiunte in ogni Comune sono stati svolti secondo quanto previsto dall’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 e sulla base delle linee guida definite dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 26 maggio 2016, recepiti con atto di indirizzo allegato alla D.G.R. n. 23/8 del 9.5.2017.

Conseguentemente, con determinazione del Direttore del Servizio tutela dell’atmosfera e del territorio n. 759 del 13 novembre 2023 è stata stabilita la percentuale di raccolta differenziata di ciascun Comune nell’anno 2022 e l’elenco dei Comuni che hanno conseguito nel 2022 una produzione pro capite di rifiuti inferiore al 70% del valore medio regionale (pari a 464,80 kg/abitante/anno), ai quali non andrà applicata l’addizionale di cui al comma 3 dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2024.

È stato, inoltre, stabilito l’elenco dei Comuni che hanno omesso di trasmettere i dati e sono quindi esclusi dall'applicazione della modulazione dell’ecotassa di cui al comma 3-bis dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006, sempre a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2024.

Tali elenchi sono stati utilizzati per stabilire le eventuali riduzioni, fatto salvo l’ammontare di 5,16 €/ton fissato dall’art. 3, comma 29, della Legge n. 549/1995, o maggiorazioni del tributo di smaltimento in discarica per ciascun Comune, in coerenza con il citato atto di indirizzo regionale.

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Determinazione Prot 33732 n 759 del 13.11.2023 con Allegati


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Pubblicato il nuovo modello per la dichiarazione di avvenuta adozione della tariffa puntuale

Con deliberazione n. 14/29 del 13.4.2023 la Giunta regionale ha modificato la deliberazione n. 9/44 del 24.3.2022 di approvazione del meccanismo premialità/penalità per il 2022, il 2023 e il 2024 stabilendo i requisiti minimali nell’attivazione della tariffa puntuale per l’accesso alle premialità regionali e le modalità di attestazione dei requisiti medesimi.

In attuazione di tale deliberazione si rende disponibile il nuovo modello di dichiarazione che i Comuni che hanno adottato, a decorrere dal 1.1.2023, un sistema di tariffazione puntuale coerente con quanto riportato nelle linee guida regionali dovranno compilare e trasmettere alla Regione e alla Provincia o Città metropolitana di competenza entro il 31.7.2023 per accedere alla quota della premialità 2024 correlata all’attivazione di modalità di tariffazione.

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Modello


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Pubblicati i dati sulla gestione dei rifiuti sanitari in Sardegna nel 2021

I rifiuti derivanti dalle strutture sanitarie sono disciplinati dal D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254; tale decreto regola la gestione dei rifiuti sanitari a norma dell'articolo 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179.
La Regioni sono tenute a istituire sistemi di monitoraggio e di analisi dei costi e della congruità dei medesimi relativamente alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti sanitari e a inviare i dati risultanti all’ISPRA, che li comunica al Ministero dell’ambiente e al Ministero della salute, ai sensi dell’art. 4, comma 5 del decreto citato.

Nel corso del 2022 il competente Servizio dell’Assessorato della difesa dell’ambiente ha avviato una raccolta dati presso i produttori dei rifiuti sanitari (aree socio-sanitarie locali, aziende ospedaliere universitarie, azienda ospedaliera Brotzu e cliniche private) e presso  i soggetti autorizzati a raccolta, deposito preliminare e smaltimento finale, sia mediante termodistruzione sia tramite sterilizzazione.
I risultati sono raccolti nel documento “Report sulla produzione e gestione dei rifiuti sanitari nella Regione Sardegna - Anno 2021”, consultabile a fondo pagina.

I risultati dell’analisi mostrano che la produzione totale di rifiuti sanitari è pari a circa 6.450 tonnellate, di cui 5.734 provenienti dalle strutture pubbliche e 723 da quelle private.

5.490 tonnellate sono costituite da rifiuti distinti dalle prime quattro cifre del codice dell’Elenco Europeo dei Rifiuti 1801, cioè derivanti dalla cura della salute umana.

Il dato di produzione pro-capite dei rifiuti di codice 1801 è pari a 3,45 kg/ab, leggermente superiore agli ultimi dati nazionali reperiti.

La produzione annuale di rifiuti con codice 1801 per posto letto nelle strutture pubbliche è stata pari a 918 kg/anno, contro gli 805 kg dell’anno precedente.

La produzione del codice 180103*, ovvero rifiuti (pericolosi) che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni, supera di poco le 5.150 t. L’87% di questi rifiuti, i più significativi nell’ambito della sanità, deriva dalle strutture pubbliche.

Nel periodo in esame (1.1.2021 ÷ 31.12.2021) la destinazione dei rifiuti sanitari è stata prevalentemente l’incenerimento: diretto nel 60% dei casi, preceduto da una fase di deposito preliminare nel 34%. La messa in riserva e la termovalorizzazione si dividono la rimanente percentuale di destinazione.

Il costo medio di gestione, che risente di una notevole variabilità a seconda dell’ubicazione e della dimensione delle strutture, si attesta intorno a 1.910 €/t per le strutture pubbliche e a 1.760 €/t per quelle private.

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Relazione 2021


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23° Rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna

Il 23°Rapporto annuale sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, redatto dalla Sezione regionale del Catasto dei rifiuti dell’ARPAS, con la collaborazione degli Osservatori Provinciali dei rifiuti e dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione, analizza la situazione dei rifiuti urbani raccolti e gestiti in Sardegna nel 2021.

Le informazioni sono elaborate dall’ARPAS attraverso l’analisi dei dati dichiarati dai Comuni e dalle loro aggregazioni sul Modulo Osservatorio Rifiuti Urbani del SIRA, messi a confronto con quelli forniti dagli impianti che hanno ricevuto e trattato i rifiuti urbani nel 2021 ed integrati, laddove necessario, con i dati del modello unico di dichiarazione ambientale (MUD). Gli stessi dati vengono poi forniti anche all’ISPRA per l’elaborazione del Rapporto nazionale sui rifiuti urbani.

Nel 2021 la produzione totale dei rifiuti urbani in Sardegna è pari a 750.656,34 tonnellate, in aumento del 5,2% rispetto al 2020, con un incremento che è superiore a quello registrato dall’ISPRA a livello nazionale. Si tratta di un dato in aumento anche rispetto al 2019, quando il totale raccolto era di circa 10.000 t inferiore rispetto al 2021.

La produzione di rifiuti destinati allo smaltimento è di 190.446,06, con un incremento percentuale del 3,5%; il totale delle frazioni differenziate raccolte è di 560.210,27 t, (+5,7%) rispetto al 2020 e maggiore di circa 20.000 t rispetto al dato 2019.

La percentuale regionale di raccolta differenziata è in lieve crescita (+0,41%), portandosi al 74,63%, dato che conferma il trend positivo in atto ormai da anni, ma con un tasso di crescita inferiore agli anni passati.
Questo dato, come riportato da ISPRA nel rapporto annuale nazionale, colloca la Sardegna al secondo posto, dopo il Veneto, per percentuale di raccolta differenziata raggiunta a livello nazionale, per il terzo anno consecutivo.

Il pro capite di rifiuti urbani totali evidenzia la crescita del quantitativo totale dei rifiuti urbani prodotti, posizionandosi su un valore pari a circa 475 kg/abitante per anno (poco meno di 29 kg/abitante per anno in più rispetto al 2020).
A livello provinciale, tutti i territori hanno superato il 70% di raccolta differenziata mentre la Città Metropolitana di Cagliari è indicata da ISPRA come la prima città metropolitana d’Italia per percentuale di raccolta differenziata, con oltre il 73%.

Nel 2021, inoltre, ben 369 Comuni su 377, pari al 97% del totale, hanno superato l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata (in lieve ulteriore aumento rispetto al 2020), mentre ben 144 Comuni hanno superato l’80% di raccolta differenziata, anticipando in tal modo a livello locale l’obiettivo stabilito dal Piano Regionale sui rifiuti urbani per il 2022.


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Ventitreesimo rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna - anno 2021


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Pubblicati i dati del riutilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura nell’anno 2021

L’utilizzo nei terreni agricoli dei fanghi derivanti da trattamenti di depurazione delle acque reflue, domestiche o industriali, è disciplinato dal D. Lgs. 27 Gennaio 1992, n. 99, in attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. Gli aspetti gestionali generali (raccolta, trasporto, deposito preliminare, trattamento, etc.), sono regolati dal D. Lgs. 3 Aprile 2006, n. 152, nella sua parte IV, relativa alla gestione dei rifiuti.

Le Regioni sono tenute a redigere annualmente la relazione riassuntiva, ai sensi del D. Lgs. 99/92, sui quantitativi di fanghi prodotti e riutilizzati in agricoltura sul territorio regionale, e a trasmetterla al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.

Nel corso del 2022 il competente Servizio dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente ha pertanto avviato una raccolta dati presso i produttori di fanghi di depurazione e i soggetti autorizzati al loro riutilizzo in agricoltura, nonché tra gli impianti autorizzati allo smaltimento della quota che non è stato possibile recuperare. I risultati sono raccolti nel documento “Utilizzo dei fanghi nella regione Sardegna - Anno 2021”.

Dal confronto con i dati delle precedenti relazioni annuali, consultabili nella pagina dedicata ai rifiuti speciali del portale SardegnaAmbiente, si riscontra che il riutilizzo, con circa 11.270 tonnellate, è in calo, circa -11,5%, rispetto al 2020. In leggero calo anche la superficie agricola interessata dagli spandimenti, 2.310 ettari (-13,32%).

I fanghi avviati allo spandimento presso le aziende agricole autorizzate provengono in massima misura dagli impianti di depurazione delle acque reflue urbane (98,23%). In netto calo la quantità dei fanghi provenienti dall’industria lattiero-casearia (da 318 a 179 t), mentre quasi si triplica, nel suo piccolo contributo percentuale sul totale recuperato, l’apporto dei fanghi provenienti dalla produzione di bevande alcoliche e analcoliche (da 7,83 a 20,71 t).

Il ruolo di principale recapito dei fanghi rimane in capo alla provincia del Sud Sardegna, destinazione di quasi due terzi del recupero, mentre quella di Sassari ne riceve circa un terzo. L’ultimo territorio coinvolto nello spandimento agricolo è quello della Città metropolitana di Cagliari (5% della quantità totale riutilizzata in agricoltura).

La relazione include anche i dati riguardanti i trattamenti subiti dai fanghi prima di essere avviati al riutilizzo agricolo, la composizione media dei fanghi, la distribuzione a livello comunale e provinciale e le caratteristiche delle colture e dei terreni interessati.

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Relazione 2021


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Raccolta differenziata in Sardegna nell’anno 2021 al 74,63%

La Sardegna ha raggiunto il 74,63% di raccolta differenziata, confermandosi per il terzo anno consecutivo al secondo posto fra le regioni italiane, a meno di 2 punti percentuali dal Veneto e migliorando leggermente il risultato rispetto al 2020.

Il dato è stato validato da ARPAS sulla base delle informazioni trasmesse dai Comuni entro il termine del 30 aprile 2022.

Inoltre, l’ARPAS ha comunicato:

  • la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi delle diverse frazioni che compongono la raccolta differenziata nonché il valore di quest’ultimo;
  • la quantità delle singole frazioni di rifiuto che hanno concorso alla determinazione della sommatoria dei quantitativi di rifiuti urbani indifferenziati nonché il valore di quest’ultimo;
  • la quantità di rifiuti totali prodotta;
  • la quantità di rifiuti pro capite prodotta;
  • la percentuale di raccolta differenziata validata con due cifre decimali.

Il calcolo e la verifica delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani raggiunte in ogni Comune sono stati svolti secondo quanto previsto dall’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 e sulla base delle linee guida definite dal decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del 26 maggio 2016, recepiti con atto di indirizzo allegato alla D.G.R. n. 23/8 del 9.5.2017.

Conseguentemente, con determinazione del Direttore del Servizio tutela dell’atmosfera e del territorio n. 48 del 27 gennaio 2023 è stata stabilita la percentuale di raccolta differenziata di ciascun Comune nell’anno 2021 e l’elenco dei Comuni che hanno conseguito nel 2021 una produzione pro capite di rifiuti inferiore al 70% del valore medio regionale (pari a 475,35 kg/abitante/anno), ai quali non andrà applicata l’addizionale di cui al comma 3 dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006 a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2023.

È stato, inoltre, stabilito l’elenco dei Comuni che hanno omesso di trasmettere i dati e sono quindi esclusi dall'applicazione della modulazione dell’ecotassa di cui al comma 3-bis dell’art. 205 del D. Lgs. n. 152/2006, sempre a decorrere dalle quantificazioni del tributo e dell’addizionale relative al primo trimestre 2023.

Tali elenchi sono stati utilizzati per stabilire le eventuali riduzioni, fatto salvo l’ammontare di 5,16 €/ton fissato dall’art. 3, comma 29, della Legge n. 549/1995, o maggiorazioni del tributo di smaltimento in discarica per ciascun Comune, in coerenza con il citato atto di indirizzo regionale.

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Determinazione Prot 2738 n 48 del 27.01.2023 + Allegati

 


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Attività di vigilanza sulla gestione dei rifiuti: i dati 2020

La Giunta regionale, con la deliberazione n. 41/4 del 31.12.2022, ha preso atto dei dati utili a definire lo stato di attuazione dei piani regionali di gestione dei rifiuti, secondo quanto previsto dall’articolo 199 del d. lgs. n. 152 del 3.4.2006, come modificato dalla legge n. 221 del 28.12.2015 e dal d. lgs. 116 del 3.9.2020. I dati relativi al 2020 sono stati raccolti ed elaborati dal Catasto rifiuti incardinato presso l’ARPAS e dal competente Servizio dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente.

La Sardegna ha raggiunto il 74,22% di raccolta differenziata, migliorando di oltre un punto percentuale il risultato del 2019 e confermandosi al secondo posto fra le regioni italiane, a circa 2 punti percentuali dal Veneto.

366 Comuni su 377, cioè il 97% del totale, hanno superato l’obiettivo di legge del 65% (in lieve ulteriore aumento rispetto al 2019), per una popolazione pari a circa il 91% sul totale. In particolare 144 Comuni hanno superato l’80% di raccolta differenziata, anticipando in tal modo a livello locale l’obiettivo stabilito dal Piano regionale per il 2022. Inoltre 199 Comuni si collocano fra il 70% e l’80% e 23 Comuni fra il 65% e il 70%. Come nel 2019, nella prima fascia si collocano Comuni interessati da importanti flussi turistici come Orosei, Siniscola e Tortolì, affiancati da Comuni meno popolosi come Monti, Sant’Antonio di Gallura e Ussassai, nonché da interi territori nei quali i servizi di raccolta sono svolti in maniera associata come l’Associazione dei Comuni di Irgoli, Loculi, Onifai e Galtellì, la Comunità Montana del Gennargentu Mandrolisai e l’Unione della Trexenta.

L’incremento della percentuale di raccolta differenziata regionale ha determinato un ulteriore miglioramento, dello stesso ordine di grandezza, dell’indicatore relativo alla percentuale di rifiuti urbani avviati a preparazione per il riutilizzo e a riciclaggio, che già si attestava su valori superiori all’obiettivo di legge fissato per il 50% al 2020: in funzione del metodo di calcolo utilizzato fra quelli proposti dalle norme comunitarie, la nostra Isola ha conseguito un risultato pari al 60% o al 64%.

La produzione complessiva dei rifiuti urbani è diminuita di circa 26.000 tonnellate rispetto al 2019, dato verosimilmente legato alle minori presenze turistiche sul territorio isolano dovuto alla pandemia SARS COV 2.

Si registra una diminuzione dei rifiuti avviati alla termovalorizzazione, con conseguente incremento delle quantità di rifiuti urbani che sono state conferite direttamente in discarica, a causa dei lavori di ristrutturazione degli impianti di termovalorizzazione di Macomer e Macchiareddu.

Le volumetrie residue in discarica destinate alla chiusura del ciclo dei rifiuti urbani si sono ridotte del 40% nel 2020 rispetto al 2019; a tal proposito si evidenzia il progressivo esaurimento delle volumetrie di discarica nel Nord Sardegna, a causa dei preoccupanti ritardi nell’entrata in esercizio della nuova linea di termovalorizzazione di Macomer.

I conferimenti in discarica per la totalità dei rifiuti speciali non pericolosi sono diminuiti del 8% e le corrispondenti volumetrie residue del 7%. Tenendo in considerazione le sole utenze diffuse i conferimenti sono invece aumentati del 6%. I conferimenti nelle discariche per rifiuti inerti sono diminuiti del 4,7% e i volumi residui si sono ridotti del 9,5%.

La produzione totale di rifiuti speciali nel 2020 è diminuita del 9,8% rispetto al 2019. In particolare si registra una variazione percentuale della produzione di rifiuti speciali per unità di PIL rispetto al 2010 pari a -5,7% per i rifiuti non pericolosi e +3,8% per i rifiuti pericolosi.

La percentuale di rifiuti speciali avviati a preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio rispetto al totale gestito nel 2020 è stata del 52,1%, oltre 3 punti percentuali superiore al valore del 2019.

La percentuale di rifiuti speciali avviati a termovalorizzazione e incenerimento è ulteriormente diminuita passando dallo 0,8% del 2019 allo 0,6% del 2020.

È diminuita la percentuale di rifiuti speciali avviati a smaltimento di discarica rispetto al totale gestito, passata dal 36,4% del 2019 al 33,7% del 2020.

La superficie destinata al riutilizzo di fanghi in agricoltura è stata pari a 2.664 ettari, leggermente superiore rispetto al 2019 con un incremento dello 0,95%.

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Deliberazione n. 41/4 del 30/12/2022
Allegato Deliberazione n. 41/4
 


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Pubblicato il modello per la dichiarazione di avvenuta adozione della tariffa puntuale

Con deliberazione n. 9/44 del 24.03.2022 la Giunta regionale ha approvato il meccanismo premialità/penalità per il 2022, il 2023 e il 2024 prevedendo l'applicazione di premialità aggiuntive ai Comuni che, oltre ad aver raggiunto determinate percentuali di raccolta differenziata, abbiano anche adottato un sistema di tariffazione puntuale.

In particolare, con riferimento alla premialità 2023, da calcolarsi sulla base dei dati di raccolta differenziata del 2022, la suddetta deliberazione prevede l'applicazione di uno sgravio tariffario maggiore per i Comuni che abbiano adottato, a decorrere dal 1.7.2022, in maniera estensiva su tutto il territorio comunale, per tutte le utenze, domestiche e non domestiche, un sistema di tariffazione puntuale coerente con quanto riportato nelle "Linee guida per l’adozione della tariffa puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani" approvate con la medesima deliberazione.

Considerato che la deliberazione prevede che "l'avvenuta adozione della tariffazione puntuale in maniera estensiva su tutto il territorio comunale, per tutte le utenze, domestiche e non domestiche, e in coerenza con le allegate linee guida, dovrà essere attestata dal legale rappresentante del Comune al quale dovrà essere applicata la premialità mediante dichiarazione sostitutiva di atto notorio redatta ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, secondo un modello che sarà comunicato dal Servizio tutela dell'atmosfera e del territorio dell'Assessorato della Difesa dell'Ambiente, da trasmettere entro il 30.9.2022 al medesimo Servizio e alla Provincia o Città metropolitana di riferimento per i controlli di competenza", si rende disponibile di seguito il modello di dichiarazione predisposto dal Servizio competente.

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Attestazione tariffa puntuale


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Approvate le linee guida per l’adozione della tariffa puntuale e la premialità/penalità 2022-2024

"Il risultato finora raggiunto nella raccolta differenziata (rispetto al 2019, la percentuale è aumentata dal 72,9% al 74,22%) ci ha convinto che entro il 2022 si possa conseguire l’ambizioso obiettivo dell’80%. Perciò, abbiamo deciso di attivare su scala regionale il metodo della ‘tariffazione puntuale’, cioè la tariffa basata sui rifiuti effettivamente conferiti, che consentirà un incremento della percentuale di raccolta differenziata, una minor produzione di rifiuti urbani e un minor conferimento in discarica, oltre all'introduzione di criteri equi nel calcolo delle tariffe a carico dei cittadini”. Lo ha detto l’'assessore regionale della Difesa dell'Ambiente, Gianni Lampis, illustrando le ‘Linee guida’ per la ‘tariffa puntuale’ nell’ambito del servizio di gestione dei rifiuti urbani in Sardegna.

“Il sistema di ‘tariffazione puntuale’ non è ancora sviluppato nel territorio regionale, perciò era necessario adottare strumenti di incentivazione per favorirne la diffusione, secondo le azioni previste nel ‘Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani’ che prevede l'adozione di strumenti economici incentrati sul principio ‘chi inquina paga’ – ha aggiunto l’assessore Lampis – L'esperienza maturata con il meccanismo di premialità/penalità per la raccolta differenziata ha dimostrato come si possa favorire una corretta gestione dei rifiuti. L'attivazione della ‘tariffazione puntuale’ è stata individuata come azione per lo sviluppo, a livello locale, di sistemi di gestione indirizzati non solo alla minimizzazione della produzione complessiva dei rifiuti urbani, ma anche all'innalzamento delle percentuali di separazione delle frazioni recuperabili e riciclabili e alla minimizzazione della frazione da avviare allo smaltimento. La ‘tariffa puntuale’ è anche uno strumento di responsabilizzazione all'attenta gestione dei rifiuti, coinvolgendo anche economicamente tutte le componenti (ente locale, soggetto gestore e utenze), e diventa un elemento di equità nell'attribuzione dei costi del servizio ai cittadini”.

Con lo strumento della premialità/penalità, in Sardegna si è passati da una raccolta differenziata del 2,8% nel 2002 al 74,22% nel 2020. Attualmente, 366 Comuni su 377 (il 97%) hanno superato l'obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata, per una popolazione pari a circa il 90% del totale. Mentre, 144 Comuni hanno già superato l'80%.

“Il Comune di Cagliari è stato il primo, nel 2021, ad attivare questo tipo di tariffazione per le utenze domestiche, novità che contribuirà verosimilmente al miglioramento delle prestazioni ambientali nel territorio comunale e conseguentemente dell'intero territorio regionale. Anche Quartu Sant’Elena e Nuoro si stanno organizzando. Ovviamente, la Regione ha concesso un periodo per consentire alle Amministrazioni di organizzare e adeguare il servizio, prevedendolo a regime dal 2023 – ha evidenziato l’Assessore dell’Ambiente – E’ stato studiato anche un aggiornamento del meccanismo premialità/penalità, che ne condizioni l'applicazione all'adozione della 'tariffa puntuale' a livello locale, senza penalizzare le Amministrazioni che ottengono significative percentuali di raccolta differenziata senza adottare questa tariffazione”.

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Deliberazione n. 9/44 del 24.03.2022 - Linee guida per l’adozione della tariffa puntuale per il servizio di gestione dei rifiuti urbani in Sardegna. Approvazione meccanismo premialità/penalità per il 2022, il 2023 e il 2024