Difesa del suolo

 

Il suolo in Sardegna, come nel resto del paese, presenta situazioni di rilevante criticità legate alle problematiche del rischio idrogeologico, degli incendi, dei fenomeni erosivi e di desertificazione, dell’inquinamento e del degrado generato da discariche di rifiuti e da attività industriali e minerarie.

Tra gli atti di pianificazione, il "Piano stralcio per l’assetto idrogeologico" del bacino unico regionale (PAI) assume particolare rilievo in quanto rappresenta uno strumento conoscitivo, normativo e tecnico operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni e norme d’uso finalizzate, in particolare alla prevenzione del rischio idrogeologico. Analizza le situazioni di pericolosità idraulica lungo il reticolo idraulico principale, nei tratti a valle delle dighe e lungo il reticolo idrografico minore, che spesso per l’effemericità delle portate è quello che presenta maggiori stati di scarsa manutenzione.

Il PAI ha individuato complessivamente 120.874 ettari di aree di pericolosità da frana e il 42% di questa superficie (pari a 86.081 ettari) è stato sottoposto a vincolo idrogeologico.

Il vincolo idrogeologico, istituito con il Regio decreto legge del 30 dicembre 1923, n. 3267 come strumento di pianificazione di carattere estensivo, ha lo scopo di impedire forme di utilizzazione dei terreni che possono determinare l’innesco di fenomeni erosivi, perdita di stabilità, turbamento del regime delle acque, con possibilità di danno pubblico.

 

L’erosione dei suoli

Un fenomeno di particolare gravità, in Sardegna come in quasi tutte le regioni mediterranee europee, è l’erosione, che sta consumando il capitale naturale costituito dai suoli ad una velocità incomparabilmente maggiore rispetto a quella con la quale la risorsa si rinnova. L’erosione è il più rilevante processo di degradazione dei suoli nell’Isola e anche il principale agente di desertificazione. Il fenomeno è indotto fondamentalmente da un utilizzo non sostenibile delle terre e la sua gravità è particolarmente accentuata dall’irregolarità delle precipitazioni, dai lunghi periodi di siccità, dagli incendi, dal sovrapascolamento e da errate pratiche di miglioramento del pascolo.

Fattori concorrenti sono costituiti dagli altri processi di degradazione dei suoli: la salinizzazione delle falde e dei suoli irrigati, dovuta all’emungimento eccessivo, soprattutto nelle piane costiere, che sta portando alla perdita di fertilità in alcune tra le maggiori aree a vocazione agricola della regione; la perdita di sostanza organica; la contaminazione chimica delle acque e dei suoli circostanti causata dall’abbandono degli sterili a seguito del decadimento dell’attività mineraria; a cui si aggiungono i processi di degradazione degli ecosistemi forestali e delle risorse idriche. Anche le complesse dinamiche socio-economiche, quali lo spopolamento delle campagne e la “litoralizzazione” dell’economia, concorrono ad accentuare i processi di desertificazione.